Piante invasive invadono gli spazi delle specie native nelle città nepalensi.
Nepal, e in particolare Kathmandu, sta affrontando una grave crisi legata alla diminuzione delle piante autoctone, principalmente a causa della perdita di habitat e della diffusione di specie invasive. Queste piante invasive stanno rapidamente dominando gli ecosistemi, bloccando la luce solare, alterando il suolo e sovrapponendosi alla vegetazione nativa.
Le specie non native sono state introdotte storicamente (a partire dal 1850) e attraverso la globalizzazione. Attualmente, una grande proporzione della flora di Kathmandu è rappresentata da piante esotiche, alcune delle quali sono diventate invasive e dannose. La debole regolamentazione, la scarsa sorveglianza e la preferenza per piante ornamentali o a crescita rapida nella pianificazione urbana hanno aggravato il problema, evidenziando la necessità di politiche più forti, controllo precoce e una migliore coordinazione istituzionale.
La Disparizione delle Piante NATIVE a Kathmandu
Fino a pochi decenni fa, il botanico Bharat Babu Shrestha osservava una diffusa crescita di Centella asiatica, nota come pennywort indiano, in vaste aree di Kathmandu. Questo erbaceo a crescita bassa, caratterizzato da foglie a forma di rene e usato nella medicina tradizionale Ayurvedica, sta gradualmente scomparendo dalla capitale nepale.
La sua scomparsa è attribuibile alla diminuzione degli spazi aperti e alla diffusione di un’altra specie vegetale che si sta espandendo a Kathmandu: l’erbaccia di Crofton (Ageratina adenophora), conosciuta localmente come kaalo banmara. Questa specie densa, caratterizzata da fiori multicolori e originaria dell’America Centrale e Meridionale, sta sostituendo molte specie native.
