Piano di trivellazione esclude manatee ibridi unici, troppo grandi per essere salvati.

Petrobras inizia le trivellazioni nel cuore dell’Amazzonia

L’agenzia ambientale del Brasile ha approvato le trivellazioni petrolifere al largo dell’emboccatura del fiume Amazonas, nonostante la compagnia Petrobras ritenga “non praticabile” il salvataggio di grandi animali come i lamantini in caso di fuoriuscita di petrolio. Questa decisione mette a rischio una popolazione unica di lamantini ibridi, adattati a vivere nell’area dell’emboccatura. Una simulazione del piano di salvataggio della fauna selvatica di Petrobras ha evidenziato la mancanza di forniture di base e incidenti marittimi. Il progetto fa parte di una vasta nuova frontiera petrolifera nella Margine Equatoriale, che si stima possa contenere 10 miliardi di barili di petrolio.

Petrobras ha iniziato le operazioni di trivellazione nel pembroke Morpho, situato a 179 chilometri dalla costa di Amapá e a circa 500 km dall’emboccatura dell’Amazzonia, dopo un lungo e controverso processo di autorizzazione ambientale. Al centro del dibattito ci sono state le preoccupazioni riguardo all’unica fauna selvatica che abita questa regione, e sulla capacità della compagnia di intervenire in caso di un incidente.


La fauna a rischio e le sfide del salvataggio

Tra i potenziali animali vittime ci sono uccelli marini, tartarughe e il recentemente scoperto sistema di barriere coralline amazzoniche. Un mammifero marino in particolare ha suscitato preoccupazioni: il lamantino delle Indie Occidentali (Trichechus manatus), una specie che può raggiungere i 3,5 metri di lunghezza e pesare fino a 700 chilogrammi. La Dr.ssa Fábia de Oliveira Luna, coordinatrice del Centro Nazionale per la Ricerca e Conservazione dei Mammiferi Acquatici (CMA), ha affermato che il salvataggio di animali di queste dimensioni richiede logistica complessa e attrezzature di grandi dimensioni. Con una popolazione stimata di soli 1.047 individui in Brasile, ogni rimozione compromette la sopravvivenza della specie.

“Purtroppo, il progetto petrolifero minaccia anche un codice genetico unico, frutto dell’incrocio tra lamantini marini e quelli d’acqua dolce,” ha aggiunto Luna.

In Brasile, la popolazione di lamantini è in diminuzione a causa del bracconaggio e degli spostamenti forzati dovuti all’industria immobiliare. I lamantini dell’emboccatura del fiume Amazonas rappresentano una miscela genetica, rendendoli particolarmente vulnerabili. È fondamentale che ogni operazione di trivellazione tenga conto delle conseguenze potenziali sui lamantini e sulla biodiversità locale.


I rischi delle trivellazioni nei mari selvaggi

Il pozzo Morpho è parte della bacino sedimentario dell’emboccatura dell’Amazzonia, una delle varie aree della Margine Equatoriale. Questa nuova frontiera petrolifera si estende sempre più nell’Atlantico, dove Petrobras stima di trovare 10 miliardi di barili di petrolio. Tuttavia, esperti di IBAMA hanno avvertito che quest’area presenta peculiarità naturali e sensibilità socio-ambientale senza precedenti, richiedendo un piano di emergenza e recupero della fauna selvatica altrettanto innovativo.

Nonostante il piano di protezione della fauna di Petrobras sia stato ritenuto insufficiente da IBAMA in diverse occasioni, è stato infine approvato sotto pressione. Le valutazioni hanno rivelato che i lamantini sarebbero particolarmente vulnerabili poiché la compagnia considera “non praticabile” il salvataggio di animali di peso superiore a 50 kg. Le operazioni di salvataggio, quindi, rischiano di escludere una porzione significativa della fauna locale, condannandola agli effetti nocivi della contaminazione da petrolio.


Incidenti e simulazioni di emergenza

Le preoccupazioni relative all’esplorazione petrolifera in quest’area non si limitano solo agli animali marini. La costa amazzonica è nota per le sue condizioni meteorologiche avverse e correnti oceaniche forti. Attività di trivellazione precedenti hanno già portato a incidenti, come nel 2011, quando una piattaforma dovette essere abbandonata a causa di correnti troppo forti.

Nel 2026, 18.000 litri di un fluido tossico sono stati versati durante un’operazione di trivellazione, sollevando ulteriori preoccupazioni. Un esercizio di simulazione condotto nel 2025 ha avuto esito positivo nel recupero di animali fittizi, ma ha evidenziato carenze di risorse e sfide logistiche, come incidenti con le imbarcazioni. L’importanza di una risposta d’emergenza efficace è cruciale, non solo per gli animali coinvolti, ma anche per la preservazione dell’ecosistema nella sua interezza.

Petrobras ha in programma di completare la trivellazione del primo pozzo nel secondo trimestre dell’anno, ma il rischio di fuoriuscite e la resilienza della fauna marina rimangono preoccupazioni fondamentali. Le decisioni future dovranno tenere conto della conservazione di questa biodiversità unica e dell’impatto dell’industria petrolifera sull’ambiente.


Fonti:

  • IBAMA
  • Mongabay
  • WWF

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento, visita il sito ufficiale di IBAMA qui e scopri di più sulla fauna selvatica in pericolo di estinzione in Brasile.

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Luigi Salemi: