Pfizer Catania, i sindacati: “Non sono esuberi, ma persone e famiglie”
Le organizzazioni sindacali hanno annunciato una serie di iniziative per contrastare il piano aziendale. Il primo appuntamento è fissato per il 9 luglio con un’assemblea dei lavoratori all’interno dello stabilimento etneo.
Il 17 luglio è invece previsto un sit-in davanti ai cancelli della fabbrica, mentre il 22 luglio, in concomitanza con il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sarà proclamato uno sciopero con manifestazioni sia a Catania che a Roma. Una delegazione di lavoratori raggiungerà infatti la capitale per seguire da vicino il confronto istituzionale.
Secondo i sindacati, la vertenza riguarda non soltanto i posti di lavoro attualmente a rischio, ma il futuro industriale dell’intero territorio catanese.
“Quarant’anni di competenze cancellati”
Nel documento unitario le organizzazioni dei lavoratori denunciano quello che definiscono un progressivo ridimensionamento dello stabilimento negli ultimi anni.
“Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze vengono cancellati con una firma”, sostengono i sindacati, che chiedono anche le dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso.
Secondo le sigle sindacali, la gestione degli ultimi anni avrebbe portato a un costante ridimensionamento delle attività produttive, culminato con la chiusura del Penicillinico e con l’attuale piano di licenziamenti.

