Pfizer Catania, Governo chiede di fermare la chiusura: tavolo il 24 settembre

La vertenza Pfizer entra nel vivo. Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è svolto il tavolo di confronto dedicato al futuro dello stabilimento farmaceutico di Catania, dopo l’annuncio della multinazionale della dismissione definitiva di due linee produttive che potrebbe avere pesanti ripercussioni occupazionali sul sito etneo.

All’incontro, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, hanno partecipato i vertici dell’azienda, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali con l’obiettivo di approfondire la situazione industriale dello stabilimento, valutarne le prospettive e individuare possibili soluzioni per tutelare i lavoratori e il tessuto produttivo del territorio.

Urso: “Pfizer riveda la decisione”

Nel corso della riunione il ministro Urso ha lanciato un appello diretto all’azienda affinché riconsideri la scelta di chiudere le due linee produttive.

«Il sito di Catania deve continuare a rappresentare un presidio strategico per il settore farmaceutico – ha dichiarato il ministro –. Chiediamo all’azienda una revisione della decisione assunta in tempi rapidi. È necessario avviare fin da subito un percorso condiviso, con tappe precise, per individuare una soluzione capace di garantire la continuità industriale, la tutela dell’occupazione e il rilancio dello stabilimento».

Il Mimit ha assicurato la propria disponibilità a sostenere ogni iniziativa utile, favorendo nuovi investimenti e valutando anche l’eventuale coinvolgimento di partner industriali interessati al sito produttivo.

Da parte sua, Pfizer ha illustrato le motivazioni alla base del piano di riorganizzazione, riservandosi ulteriori valutazioni con la casa madre alla luce delle richieste avanzate durante il confronto.

I sindacati: “In gioco non ci sono solo 330 lavoratori”

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto il ritiro della procedura di chiusura delle linee e l’avvio di un percorso di riqualificazione industriale dello stabilimento.

Per Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl Chimici la questione non riguarda esclusivamente i circa 330 lavoratori coinvolti dagli esuberi annunciati, ma l’intero futuro del sito industriale e dell’indotto.

«La chiusura dei due reparti rischia di compromettere l’equilibrio complessivo dello stabilimento e di produrre conseguenze che vanno ben oltre il numero degli esuberi dichiarati», sottolineano i segretari territoriali Jerry Magno, Stefano Trimboli, Mimmo D’Antone e Angelo Mirabella.

Jerry Magno, segretario della Filctem Cgil, ha ribadito che Pfizer resta il soggetto più adatto a investire sul futuro dello stabilimento etneo. «Se alcune produzioni sono state trasferite in altri Paesi, chiediamo che vengano riportate a Catania. Non possiamo accettare che queste scelte si traducano nella perdita di centinaia di posti di lavoro».

Stefano Trimboli della Femca Cisl richiama invece le dichiarazioni rilasciate dall’azienda pochi mesi fa. «Solo sei mesi fa l’amministratore delegato aveva affermato che Pfizer non avrebbe lasciato Catania. Oggi quelle parole devono avere un peso e le istituzioni devono chiedere conto delle decisioni assunte».

Il Consiglio comunale compatto a difesa dello stabilimento

Nel frattempo il Consiglio comunale straordinario di Catania ha approvato a maggioranza un documento dedicato alla crisi dello stabilimento farmaceutico, manifestando una posizione unitaria a sostegno della tutela occupazionale e industriale.

Il sindaco Enrico Trantino ha confermato il proprio impegno nella difesa della zona industriale catanese, evidenziando come una crisi di tale portata rischi di compromettere il percorso di sviluppo e rafforzamento del polo produttivo costruito negli ultimi anni.

I sindacati hanno accolto positivamente il segnale arrivato dall’aula consiliare e dall’amministrazione comunale, rilanciando però la necessità di un coinvolgimento pieno di tutte le istituzioni.

Tamajo: “Difendere un presidio strategico per la Sicilia”

A ribadire l’impegno della Regione Siciliana è stato l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, intervenuto al termine del tavolo ministeriale convocato dopo la richiesta avanzata dal presidente della Regione Renato Schifani.

«Metteremo in campo tutte le nostre forze per individuare una soluzione – ha dichiarato Tamajo –. L’obiettivo comune è salvaguardare il sito Pfizer di Catania e tutelare gli oltre 300 lavoratori specializzati ritenuti in esubero».

L’assessore ha evidenziato come Governo nazionale, Regione, azienda e parti sociali abbiano condiviso la volontà di lavorare insieme per garantire la continuità produttiva dello stabilimento e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

«La Regione Siciliana continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, sostenendo ogni iniziativa utile a difendere un presidio produttivo strategico per il territorio, per il comparto farmaceutico nazionale e per le professionalità altamente qualificate che vi operano», ha concluso. La partita resta aperta. Al termine dell’incontro al Mimit è stato fissato un nuovo tavolo per il prossimo 24 settembre, data entro la quale si attende una risposta da parte dell’azienda sulle richieste avanzate da Governo, istituzioni locali e organizzazioni sindacali.

L’obiettivo condiviso resta quello di scongiurare la chiusura delle linee produttive, preservare l’occupazione e garantire un futuro industriale a uno dei più importanti stabilimenti farmaceutici del Mezzogiorno.

Redazione: