PFAS diminuiscono nei balenotteri dell’Atlantico settentrionale dopo la riduzione dell’uso.
La notizia positiva, però, non è completa. Anche se i composti PFAS più vecchi sono diminuiti, almeno un composto di sostituzione ha continuato a crescere nei tessuti dei delfini, aumentando costantemente nel giro di due decenni. Questo modello di sostituire sostanze vietate con alternative chimicamente simili è diventato familiare nella regolamentazione ambientale. La presenza di una sostanza sostitutiva in aumento indica che le misure adottate, sebbene efficaci nel ridurre i composti più obsoleti, non affrontano necessariamente l’intero problema della contaminazione da PFAS.
Quindi, i delfini offrono una lezione ambivalente. La regolamentazione può funzionare, persino per sostanze un tempo ritenute permanenti. Tuttavia, finché i controlli si concentrano su singole sostanze senza considerare la loro classe chimica, i progressi potrebbero rimanere limitati e temporanei. È essenziale implementare politiche più ampie che affrontino questi composti in modo sistematico per garantire una reale riduzione della contaminazione ambientale.
Per ulteriori informazioni sui PFAS e sulla loro regolamentazione, si possono consultare fonti ufficiali come il sito dell’EPA (Environmental Protection Agency) e il Centro per il Controllo delle Malattie (CDC).
Immagine di intestazione: I delfini pilota del Nord Atlantico (Globicephala melas) presentano ora concentrazioni di PFAS inferiori del 60% rispetto a un decennio fa. Immagine di Charlie Jackson tramite Flickr (CC BY 2.0).
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