Pesci migratori d’acqua dolce in pericolo: agiremo in tempo per salvarli?

Declino dei pesci migratori d’acqua dolce: un allarme silenzioso

Il mondo sta assistendo a una drastica diminuzione dei pesci migratori d’acqua dolce, con un calo stimato dell’81% dal 1970. Nonostante questo, il tema rimane sottovalutato nelle politiche globali di conservazione. Durante l’ultimo incontro della Convenzione sulle Specie Migratorie (CMS), è stata identificata la necessità urgente di proteggere 325 specie a livello globale. Questi pesci, veri e propri nuotatori a lungo raggio, sono fondamentali per la sostenibilità delle pescas interne che alimentano centinaia di milioni di persone in bacini come l’Amazzonia, il Mekong e il Congo. La loro migrazione attraverso le correnti fluviali supporta gli ecosistemi locali e le economie regionali, ma costruzione di dighe, estrazione d’acqua e perdita di habitat stanno interrompendo queste vie migratorie, minacciando la loro sopravvivenza.


La vita nella tranquilla località di Salobra, in Brasile, gira attorno all’acqua. Qui, i pesci nuotano in acque limpide, mantenendo vivo un ecosistema acquatico complesso. Alberto Oriozola, un pescatore in pensione di 72 anni, ricorda di come il fiume Miranda, in passato, fosse ricco di pesci come il pintado, un catfish dal caratteristico aspetto maculato. Oggi le catture non sono più quelle di una volta; i pescatori come suo genero Maycon Lopes da Silva, ora si dedicano alla pesca sportiva e condividono le loro esperienze su Instagram. Il passo del tempo ha portato a significativi cambiamenti nella disponibilità di pesce e nelle tecniche di pesca.

La lotta per la conservazione degli ecosistemi fluviali

Nonostante le regole di catch-and-release adottate per proteggere le specie rimanenti, la situazione dei pesci migratori rimane precaria. Il pintado e il dorado, noti come “tigre dei fiumi”, rappresentano specie iconiche della regione del Pantanal. Questi pesci sono migratori di lunga distanza e si muovono attraverso complessi ecosistemi d’acqua dolce, ma le loro migrazioni sono minacciate dalle opere di ingegneria umana. In particolare, le dighe rappresentano un ostacolo significativo alla loro sopravvivenza, paragonabile a un filo spinato per una mandria di antilopi.


Il bacino del fiume Paraná, che attraversa Brasile, Paraguay e Argentina, è un esempio emblematico di come i progetti idroelettrici come Itaipú e Yacyretá abbiano interrotto vie migratorie millenarie. Queste strutture stanno riducendo drasticamente la gamma di movimento di molte specie, rendendo sempre più difficile per i pesci completi il loro ciclo di vita. Dovremmo anche considerare che l’Amazzonia, il Mekong, e altre regioni ricche di biodiversità sono in pericolo, col rischio di perdere un patrimonio ecologico fondamentale. È necessaria una gestione coordinata per affrontare le sfide globali e preservare questi ecosistemi vitali.

Azioni a favore della conservazione

Recentemente, durante un incontro della CMS in Brasile, è stato adottato un nuovo piano d’azione per i pesci migratori amazzonici. L’inclusione del surubim maculato nell’elenco delle specie minacciate è un passo avanti significativo verso la tutela delle risorse ittiche. Secondo nuove analisi, le popolazioni di pesci migratori stanno mostrando segni di grave rischio, e senza adeguati interventi, queste specie potrebbero subire perdite irreversibili. La necessità di azioni rapide ed efficaci non è mai stata così urgente.


Con queste nuove iniziative, speriamo di avviare un cambiamento atto a garantire la sostenibilità degli ecosistemi fluviali. È fondamentale che i paesi collaborino per affrontare le sfide legate alle sorti dei pesci migratori e alla salute dei fiumi. L’educazione e la sensibilizzazione della popolazione sulla rilevanza di questi ecosistemi possono contribuire a creare una cultura di rispetto e protezione verso la biodiversità d’acqua dolce.

Come chiosa, è chiaro che senza un’azione concertata a livello internazionale, il futuro delle specie migratorie rimane incerto. Molte persone, comprese recenti generazioni di pescatori, si rendono conto che il pesce che un tempo si trovava abbondante sta diventando sempre più raro, richiamando così l’attenzione sulla necessità di salvaguardare le risorse preziose che le nostre acque offrono.

Fonti ufficiali: CMS Secretariat, Mongabay.

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Luigi Salemi: