Il Parco Uditore, uno dei principali spazi verdi di Palermo, resterà chiuso al pubblico il 25 aprile e il primo maggio. La decisione è stata comunicata dalla cooperativa che gestisce l’area attraverso un post sui social, in cui vengono evidenziate le crescenti difficoltà economiche e organizzative che stanno mettendo a rischio la continuità del servizio.
Nonostante gli sforzi per garantire l’apertura durante le festività pasquali, i gestori spiegano di non poter proseguire con lo stesso livello di attività. Alla base della scelta, sottolineano, c’è soprattutto l’assenza di risposte istituzionali sul reperimento delle risorse necessarie a mantenere operativo il parco.
Emergenza gestione e servizi ridotti
A complicare ulteriormente la situazione c’è una criticità ormai strutturale: il parco è senza approvvigionamento idrico dallo scorso 20 febbraio. Fontanelle e bagni pubblici sono fuori uso, con inevitabili ripercussioni sulla fruibilità dell’area.
In questo contesto, la cooperativa sta valutando una rimodulazione più ampia del calendario di apertura, con una possibile riduzione delle giornate di accesso per contenere costi e difficoltà operative.
Secondo i gestori, si tratta di una misura obbligata in attesa di interventi concreti: in mancanza di soluzioni, nuove limitazioni potrebbero essere introdotte nelle prossime settimane.
Un futuro in bilico tra convenzioni ferme e risorse mancanti
La situazione attuale si inserisce in un quadro già da tempo complesso. Lo scorso marzo era stato lanciato un allarme sulla possibile chiusura del parco, legato all’assenza di garanzie economiche per il 2026 e al mancato avvio degli interventi di riqualificazione previsti dalla convenzione sottoscritta nel 2017 con la Regione Siciliana.
Il progetto originario prevedeva il recupero di alcuni immobili interni all’area per attività culturali e sociali, come fattorie didattiche e spazi di aggregazione, in modo da rendere la gestione economicamente sostenibile. Tuttavia, quei lavori non sono mai stati avviati, nonostante uno stanziamento complessivo di circa 1,5 milioni di euro.
Un primo passo per sbloccare la situazione è arrivato solo recentemente con l’attivazione di un tavolo tecnico tra Corpo forestale e uffici regionali, che ha portato all’impegno di liberare gli immobili per consentire l’avvio dei lavori. Si tratta però di un processo ancora iniziale e privo di tempi certi.
La mobilitazione dei cittadini
Nel frattempo cresce la preoccupazione tra i frequentatori del parco. Alla fine di marzo si è tenuto un presidio davanti all’ingresso dell’area, accompagnato dal lancio di una petizione per chiedere interventi immediati.
La raccolta firme ha già superato le 10 mila adesioni, segno di un forte sostegno popolare alla salvaguardia del parco.
Nonostante la mobilitazione, il futuro del Parco Uditore resta ancora sospeso tra emergenza gestionale e attese istituzionali, con il rischio concreto di una progressiva riduzione dei servizi fino a una possibile chiusura parziale dell’area.