Parco eolico si unisce a pescherecci e piattaforme nel santuario di un banco di sabbia del Mare del Nord.
Nel dicembre 2024, la coalizione di ONG ha citato in giudizio il governo olandese, accusandolo di non aver rispettato la Direttiva Habitats dell’UE concedendo ai pescherecci permessi simili a una carta bianca all’interno dell’area protetta. Il 11 maggio di quest’anno, il Tribunale Distrettuale dell’Aia ha stabilito che i pescherecci a strascico olandesi devono ora ottenere un permesso e condurre una valutazione ambientale appropriata che dimostri che la pesca non danneggerà la vita marina, come richiesto dalla Direttiva Habitats.
Vincoli Legali e Sostenibilità
Per Emilie Reuchlin, direttrice della Doggerland Foundation, una delle ONG coinvolte nella causa, la vittoria legale ha un sapore agrodolce. “Non dovrebbe essere compito della società civile e delle piccole ONG poco finanziate fare causa,” ha dichiarato in un’intervista. “È responsabilità del governo adottare le giuste misure per proteggere gli ecosistemi.”
Il CEO di VisNed, un’associazione che rappresenta gli interessi dei pescatori olandesi, ha espresso preoccupazioni sulla decisione del tribunale, ritenendola giuridicamente discutibile poiché impatta sulla Politica Comune della Pesca dell’UE.
La decisione rappresenta comunque un importante precedente legale per le aree marine protette in Europa. John Condon, avvocato senior di ClientEarth, ha affermato che “la sentenza ha implicazioni significative, in quanto dimostra che i doveri sotto la Direttiva Habitats nel contesto marino non sono opzionali, ma vincolanti per i governi.”
La Recuperabilità del Dogger Bank
Nonostante le battaglie legali e i piani di sviluppo, la Doggerland Foundation ha iniziato a mappare come potrebbe apparire il recupero del Dogger Bank. Centrale nella loro visione è la reintroduzione della cozza cavalla (Modiolus modiolus), un mollusco che è stato in gran parte eliminato dalla pesca a strascico. Questa specie, considerata un “ingegnere dell’ecosistema”, può vivere fino a 50 anni e una volta formava barriere dense nel Mare del Nord, stabilizzando il fondo marino e creando complessità strutturale per molte altre specie marine.
Se l’uomo riuscirà a ricostruire la popolazione di cozze cavalla e a ridurre le pressioni, ci sono segni che il Dogger Bank possa recuperare. “Abbiamo visto aree che non erano state trawlate per molti anni e ci siamo resi conto che ci sono ancora coralli, anemoni e altre forme di vita,” ha affermato Reuchlin, descrivendo le spedizioni nella SAC britannica.
Questa visione di recupero include una chiara denuncia contro l’ampliamento dei parchi eolici nella zona, che potrebbero compromettere ulteriormente l’ecosistema già fragile del Dogger Bank. La Doggerland Foundation ha inviato lettere al governo britannico nel 2023 per fermare lo sviluppo di ulteriori parchi eolici, ma non ha ricevuto risposta.
In un periodo in cui la crisi climatica è sempre più urgente, il Dogger Bank rappresenta una sfida significativa, mostrando la necessità di equilibrare energia sostenibile e salute degli ecosistemi marini.
Fonti ufficiali:
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