La Riserva della Biosfera del Chaco in Paraguay: Sfide e Opportunità
Nel 2011, circa 2,78 milioni di ettari sono stati aggiunti alla Riserva della Biosfera del Chaco in Paraguay, rendendola una delle aree con il più alto potenziale di protezione delle foreste tropicali secche. Nonostante questo ampliamento, la regione continua a essere gravemente colpita dalla deforestazione. Critiche rivolte al governo parlano di una applicazione selettiva delle norme, che spesso vengono ignorate, permettendo ai proprietari terrieri di abbattere più vegetazione nativa di quanto legalmente consentito, per fare spazio alla pastorizia e all’agricoltura.
La forestazione in diminuzione ha avuto un impatto devastante sulle comunità indigene Ayoreo-Totobiegosode che vivono all’interno e intorno alla riserva. Questi gruppi, fortemente legati alla foresta per il cibo, il riparo e i rimedi naturali, si trovano nella difficile posizione di dover affrontare la perdita del loro habitat e la mancanza di immunità verso malattie esterne.
Impatto della Deforestazione e Risposte delle Comunità Indigene
L’area della Riserva ha registrato alcuni dei più alti tassi di deforestazione a livello globale, con circa 5,2 milioni di ettari persi tra il 2000 e il 2020. I membri delle comunità Ayoreo-Totobiegosode hanno difficoltà a mantenere le loro tradizioni culturali che si basano sull’isolamento volontario. “Vivono in costante paura dei rumori delle macchine”, racconta Guei Basui Picanerai, segretario dell’Associazione Ayoreo Guidai e Ducodegosode. Questo sforzo di preservare il proprio modo di vivere sta diventando sempre più difficile a causa della pressione proveniente dall’industria agricola.
La Riserva della Biosfera, istituita nel 2001 e riconosciuta nel Programma Man and the Biosphere dell’UNESCO nel 2005, ha l’obiettivo di favorire un rapporto più equilibrato tra l’uomo e la natura. Secondo le normative, gli acquisti di terre non sono vietati, ma i proprietari devono mantenere almeno il 50% di vegetazione nativa. Tuttavia, questa regola è spesso trascurata, e molte aree sono state legalmente deforestate in nome dell’agricoltura e della pastorizia.
Per approfondire la questione, l’UNESCO ha sottolineato nel 2023 che le zone di protezione non sono chiaramente delineate e ha chiesto il riesame della zonizzazione della riserva in base ai tre obiettivi fondamentali: conservazione, sviluppo e supporto logistico.
Ingiustizie e Sforzi per la Protezione Ambientale
Diverse organizzazioni ambientaliste denunciano che il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile (MADES) non applica le normative esistenti in modo uniforme, portando a situazioni in cui i proprietari di terreni superano i limiti legali di disboscamento. Un esempio eclatante è quello descritto da Caroline Pearce, direttrice di Survival International, che ha evidenziato come le immagini satellitari rivelino un paesaggio devastato rispetto a quello che solo pochi decenni fa era una vasta area di foresta indigena.
Nel 2019, il Congresso ha considerato una legge destinata a proteggere l’intera area della riserva, ma il progetto non ha superato l’iter legislativo. Questo fallimento illustra come questioni ambientali siano spesso ostacolate da interessi politici e privati. “Non c’è stata alcuna azione concreta”, ha affermato Luis María de la Cruz di Iniciativa Amotocodie, sottolineando la necessità di un cambiamento culturale all’interno del governo per garantire che le leggi vengano effettivamente rispettate.
Uno degli obiettivi fondamentali delle organizzazioni ambientaliste e delle comunità indigene è proteggere le popolazioni Ayoreo non contattate che non possono difendersi da sole. Inciampi come il blocco delle strade da parte delle comunità indigene hanno portato all’attenzione internazionale la questione della deforestazione causata da grandi aziende.
Il Futuro della Riserva della Biosfera del Chaco
In attesa di una risposta ufficiale alle richieste dell’UNESCO, organizzazioni come Iniciativa Amotocodie continuano a sostenere la necessità di applicare la risoluzione del 2011 e si oppongono a permessi specifici che violano le normative ambientali nella riserva. “La nostra missione è sempre quella di proteggerli [gli Ayoreo non contattati]”, ha affermato Picanerai, evidenziando l’importanza di far sentire la loro voce in una situazione così precaria.
La situazione attuale rimane critica e richiede un’azione immediata per preservare non solo l’ecosistema unico della Riserva del Chaco, ma anche la cultura e l’esistenza delle comunità indigene che la abitano.
Fonti:
- Mongabay
- Survival International
- Documentazione ufficiale del Governo del Paraguay e dell’UNESCO.
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