Dal 20 al 26 novembre arriva la Japan Week: già tremila iscrizioni al sito in poco più di dieci giorni. Dai laboratori artigianali alle colonne sonore degli anime, tanti appuntamenti gratuiti tra Politeama, Santa Cecilia e Cantieri culturali alla Zisa
PALERMO. Il glicine si può filare, la terra può restituire colore a una vecchia maglietta, minuscoli tasselli di legno possono comporre geometrie senza un solo chiodo. E un flauto di bambù può incontrare il jazz, mentre le corde di un violino riportano alle immagini dei film di Miyazaki. Il Giappone che sta per arrivare a Palermo ha molte voci, ma sono tutte autentiche: custodisce gesti antichi, inventa nuovi linguaggi, invita a fermarsi davanti a a una tazza di tè. La città lo attende come un amico di lunga data: tremila iscrizioni in poco più di dieci giorni al sito della Japan Week, per accedere ai laboratori e agli spettacoli gratuiti.
Dal 20 al 26 novembre Palermo ospiterà la Japan Week 2026, manifestazione promossa dall’International Friendship Foundation (IFF) che ogni anno porta la cultura giapponese in una diversa città del mondo. Nel capoluogo siciliano arriva in collaborazione con il Comune, attraverso il lavoro dell’assessorato al Turismo. Nata a Firenze nel 1975, dopo aver festeggiato il cinquantenario a Manchester, torna in Italia a otto anni dall’appuntamento di Torino. E lo fa nel 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
A convincere la Fondazione è stata proprio la storia di Palermo, il suo essere da secoli crocevia di scambi nel Mediterraneo, capace di accogliere tradizioni diverse e trasformarle in un patrimonio unico. Una città conosciuta e desiderata anche in Giappone, che molti dei partecipanti potranno scoprire da vicino. Il viaggio sarà così in entrambe le direzioni: i palermitani incontreranno artisti e artigiani giapponesi; chi arriverà dal Giappone troverà una città pronta a raccontarsi.
“Ospitare la Japan Week 2026 è un motivo di orgoglio per Palermo che si consolida al centro dei grandi circuiti culturali internazionali – dice il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. “Il festival offrirà ai cittadini e ai turisti l’opportunità di immergersi nella cultura millenaria del Sol Levante; e alla numerosa delegazione nipponica di conoscere le nostre ricchezze culturali – spiega l’assessore al Turismo Alessandro Anello.
Tra il Politeama Garibaldi, il Real Teatro Santa Cecilia e i padiglioni dello ZAC dei Cantieri culturali alla Zisa, una settimana di spettacoli, mostre, laboratori e incontri. Ai Cantieri si potrà seguire il lavoro degli artigiani, avvicinarsi ai materiali, provare a ripetere un gesto. Docenti e studenti del Professional Institute of International Fashion mostreranno la filatura del glicine, legata alla tradizione tessile del Fujiori; gli artigiani di Funaki Woodworks presenteranno il Kumiko Zaiku, fatto di piccoli elementi di legno incastrati con precisione, in trame nelle quali anche la luce trova il proprio posto. Si potrà arrivare con una maglietta ingiallita o un tessuto da recuperare e scoprirne una seconda vita nel laboratorio di Bengara di Yutaka na iro, attraverso i pigmenti ricavati dall’ossido di ferro. Oppure dipingere una bambola Kokeshi con Miyagi Zao, creare piccoli ornamenti floreali con Hanakanzashi Ayukichi, incontrare chi studia con serissima ironia il valore dell’inutile: MUDADAN, guidato dal “ricercatore” Mon-chan, porterà giochi e invenzioni per riscoprire il piacere di fare qualcosa senza doverne misurare il rendimento.
Dalle mani degli artigiani a quelle dei musicisti, il racconto continuerà nei teatri. Il 21 novembre il Politeama ospiterà la cerimonia e lo spettacolo inaugurale, con un’accoglienza musicale già all’ingresso: i Sanganesendensya porteranno il Chindon-ya, musica e promozione itinerante, tra tamburi, sax, clarinetto e canzoni popolari. Sul palco si alterneranno danze, strumenti tradizionali e performance contemporanee.
Il 22 novembre, sempre al Politeama, gli archi di Gakuso Tocco incontreranno le colonne sonore dello Studio Ghibli, mentre il programma della Matsumoto Music School passerà da Kiki – Consegne a domicilio a un medley di Super Mario Bros.: melodie che hanno accompagnato l’immaginario di generazioni, accanto alle sonorità del koto e dello shakuhachi. Il 23 novembre sarà anche la volta del Koto Ensemble Trifoglio, con la musica classica per questo strumento a corde.
Tra le protagoniste attese c’è Mika Kobayashi, cantante e pianista la cui voce compare nelle colonne sonore di anime come L’Attacco dei Giganti, The Promised Neverland e Mobile Suit Gundam UC. La sua musica incontrerà anche le performance dei Samurai Artist KAMUI, guidati da Tetsuro Shimaguchi, interprete e coreografo dei combattimenti con la spada in Kill Bill: Vol. 1 di Quentin Tarantino.
Al Real Teatro Santa Cecilia, il 24 novembre, lo shakuhachi di Doppo Nagata aprirà un dialogo tra tradizione giapponese e jazz; Oggi Domani Hiroshi è un cantautore che porta abitualmente voce e chitarra nelle piccole località termali e nei centri civici del Tohoku; la Nohgaku Performers’ Association farà conoscere il teatro tradizionale NO. Poi musica dal vivo, tamburi e arti marziali si intrecceranno sul palcoscenico. Ci sarà infine il tempo per raccogliersi attorno al tè, avvicinandosi alle diverse scuole e interpretazioni di una pratica che racconta l’attenzione per l’ospite, la cura del gesto, il valore del tempo condiviso. Un altro modo per conoscersi, prima ancora delle parole.
Il programma completo sarà presentato nel corso della conferenza stampa in programma il 18 novembre, l’apertura dei laboratori sarà dal 20. L’ingresso a manifestazioni, spettacoli, laboratori e cerimonie è interamente gratuito, ma per partecipare bisogna registrarsi su palermojapanweek.it e seguire le indicazioni di accesso ai singoli appuntamenti, fino a esaurimento delle disponibilità.