Palermo e Sicilia: sempre più studenti scelgono il liceo, boom di scientifici e crisi dei diplomifici

A Palermo e in Sicilia prosegue la tendenza degli studenti a privilegiare i licei dopo la licenza media, con un crescente interesse verso l’indirizzo scientifico. Il dato emerge dai numeri pubblicati dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (USR) relativi alle iscrizioni per l’anno scolastico 2026-2027. La quota di giovani che optano per il liceo classico, invece, continua a diminuire, pur con la città di Palermo che resta un punto di resistenza per questo percorso tradizionale.

Il calo degli iscritti e la scelta dei licei

Secondo i dati dell’USR, in Sicilia si registra un lieve calo degli iscritti al primo anno delle scuole superiori, con una diminuzione dai 40.494 studenti dell’anno scorso ai 39.335 di quest’anno. Il trend è in parte collegato al calo demografico dell’Isola.

A livello locale, il liceo scientifico continua a guadagnare terreno, mentre il classico perde consensi. La scelta dei licei, in particolare di quello scientifico, evidenzia un approccio più pragmatico degli studenti nei confronti del proprio futuro: la formazione mira a garantire competenze utili e sbocchi concreti, in linea con la richiesta crescente di studi scientifici e tecnologici.

Diplomifici in drastico calo grazie ai controlli


Parallelamente, le scuole paritarie, note in passato come “diplomifici”, hanno subito una forte riduzione della loro presenza in Sicilia. La campagna di ispezioni dell’USR e del ministero dell’Istruzione e del merito ha portato a risultati significativi, con una riduzione di iscritti alle paritarie di oltre il 27,5% in pochi anni (dal 2022/2023 al 2024/2025) e una diminuzione quasi del 44% dei diplomandi.

Queste scuole, spesso frequentate da studenti che avevano accumulato bocciature o abbandonato temporaneamente il percorso scolastico, rappresentavano una soluzione alternativa per ottenere il diploma. L’azione ispettiva ha ridimensionato drasticamente la pratica dei “diplomi facili”, in linea con le norme più restrittive introdotte dal governo Meloni e con le regole stabilite dal 2000.

La piramide rovesciata delle paritarie

Nonostante i risultati dei controlli, nelle paritarie siciliane persiste il fenomeno della cosiddetta piramide rovesciata: il numero di iscritti all’ultimo anno supera di gran lunga quello dei primi anni di corso. Nel 2024/2025, gli studenti del quinto anno erano 2.455, contro 937 del primo anno, confermando che queste scuole sono spesso scelte come “ultima chance” per conseguire il diploma.

Nei dati delle scuole statali e delle paritarie medie, invece, non si osserva questo fenomeno: le iscrizioni seguono una progressione più regolare, senza concentrazione eccessiva all’ultimo anno.

Chi frequenta le paritarie: ragazzi over 18 e pluribocciati

L’analisi dei dati demografici degli studenti paritari conferma ulteriormente questa tendenza: il 52% degli iscritti all’ultimo anno ha più di 18 anni, mentre nelle scuole statali la corrispondente quota di studenti over 18 è appena del 17%. Si tratta in larga parte di giovani che hanno accumulato una o più bocciature, oppure di ragazzi che avevano abbandonato temporaneamente il percorso scolastico e hanno deciso di riprendere gli studi per aumentare le possibilità future di inserimento nel mondo del lavoro.

In sostanza, le paritarie rimangono un “rifugio” per chi cerca di ottenere il diploma dopo difficoltà nel percorso pubblico, più che una scelta didattica tra modelli differenti.

L’impatto delle normative e dei controlli


In Sicilia, grazie allo statuto speciale, la gestione delle paritarie spetta alla Regione, mentre l’esecuzione delle ispezioni si appoggia a ispettori ministeriali, in assenza di personale regionale sufficiente. Il potere di chiudere scuole inadempienti resta in capo all’assessore regionale, che può revocare l’autorizzazione a singoli indirizzi o a interi istituti.

Le ispezioni hanno dimostrato che, quando si interviene con rigore, il fenomeno dei diplomifici si riduce sensibilmente, salvaguardando la credibilità e la qualità del sistema educativo siciliano.

I dati sugli iscritti alle scuole superiori in Sicilia evidenziano un quadro duplice: da un lato, gli studenti scelgono sempre più licei scientifici, mostrando un orientamento verso competenze pratiche e scientifiche; dall’altro, le paritarie rimangono un’opzione per chi cerca di recuperare anni persi o superare ostacoli nel percorso pubblico.

La campagna di controlli dell’USR e del ministero ha dimostrato che una regolamentazione attenta può migliorare la qualità dell’offerta scolastica, riducendo abusi e diplomifici, ma il legame tra scelta delle paritarie e necessità di ottenere il diploma persiste, segnando la specificità del contesto siciliano rispetto al resto d’Italia.

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