Il bilancio consolidato della Regione Siciliana per l’anno 2024 presenta un quadro tra luci e ombre, tra significativi progressi patrimoniali e alcune criticità nella gestione di singoli enti e società. Il dossier del servizio bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), approvato dal governo e in discussione domani in commissione Finanze, fotografa la situazione economico-finanziaria del Gruppo amministrazione pubblica (GAP), composto da 136 soggetti tra enti, organismi strumentali e società controllate e partecipate.
Raddoppio del patrimonio netto e consolidamento dei ricavi
Il dato più rilevante riguarda il patrimonio netto, ovvero la ricchezza complessiva del gruppo al netto delle passività, comprensiva di dotazione patrimoniale, riserve e risultato economico d’esercizio di gruppo. Nel 2024 il patrimonio netto raggiunge 6,39 miliardi di euro, segnando un raddoppio rispetto ai 3,06 miliardi del 2023, che già rappresentavano un recupero rispetto al dato negativo di 1,37 miliardi del 2022.
I componenti positivi della gestione, ovvero proventi e ricavi, si attestano a 23,81 miliardi di euro, consolidando il trend del 2023 (23,57 miliardi). Si tratta di un segnale di continuità nella capacità del gruppo di generare risorse e mantenere solide basi economiche.
Costi sotto controllo e lieve calo del risultato d’esercizio
I costi della gestione ordinaria, comprendenti sia le spese tipiche degli enti pubblici sia l’acquisizione di beni e servizi, ammontano a 19,41 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto ai 19,56 miliardi del 2023. La differenza tra componenti positivi e negativi raggiunge 4,40 miliardi, leggermente superiore ai 4,01 miliardi registrati nell’anno precedente.
Tuttavia, il risultato d’esercizio consolidato si attesta a 3,47 miliardi di euro, in calo rispetto ai 4,01 miliardi del 2023. I tecnici del servizio bilancio sottolineano come, nonostante il saldo complessivamente positivo, esista una differenziazione significativa tra le singole realtà incluse nel perimetro del consolidamento.
Debiti in diminuzione, ma crescita del costo del personale
Un altro elemento positivo riguarda l’indebitamento complessivo del gruppo, che scende a 14,14 miliardi di euro, con una riduzione dei debiti da finanziamento a 6,23 miliardi, in continuità con il decremento avviato nel 2023 rispetto ai 6,74 miliardi del 2022.
Sul fronte delle spese correnti, il costo del personale registra una crescita moderata, raggiungendo 1,10 miliardi di euro, rispetto ai 953,9 milioni del 2022. L’incremento riflette sia adeguamenti contrattuali sia l’andamento naturale del personale della pubblica amministrazione.
Il contributo delle società e degli enti strumentali
Al netto dei dati della capogruppo Regione, l’apporto delle società e degli enti strumentali al risultato economico consolidato si attesta a 97,6 milioni di euro, differenziale tra l’utile della sola Regione (3,37 miliardi) e il valore consolidato di gruppo (3,47 miliardi). Nel 2023, il contributo netto di queste realtà era stato più elevato, pari a 219,8 milioni.
Questo indica come il bilancio consolidato sia fortemente influenzato dalle performance della capogruppo, mentre alcune società controllate registrano risultati più incerti.
Utili e perdite: uno scenario eterogeneo
Il quadro generale mostra una distribuzione dei risultati molto differenziata tra i soggetti consolidati. Dei 93 enti e società inclusi nel perimetro di consolidamento, 54 registrano un utile, mentre 39 risultano in perdita (erano 32 nel 2023).
I tecnici del servizio bilancio evidenziano che i risultati positivi di alcune realtà compensano le criticità di altri soggetti, mantenendo un saldo complessivo positivo ma evidenziando la necessità di attenzione su alcune gestioni critiche.
Conclusioni: un bilancio tra progressi e sfide
Il bilancio consolidato della Regione Sicilia 2024 mostra importanti segnali di solidità, con un raddoppio del patrimonio netto e una riduzione dell’indebitamento complessivo. Al contempo, il lieve calo del risultato d’esercizio e le perdite registrate da una quota consistente di società ed enti indicano come il Gruppo amministrazione pubblica debba continuare a monitorare attentamente le singole gestioni.
La sfida per il futuro resta quella di mantenere la crescita patrimoniale, contenere i costi e garantire la sostenibilità delle società partecipate, evitando che le criticità di alcuni soggetti incidano troppo sul bilancio consolidato complessivo. L’attenzione sarà ora rivolta ai lavori della commissione Finanze dell’ARS, chiamata ad esaminare il dossier e proporre eventuali azioni correttive.