Palermo, certificati necroscopici in cambio di denaro: 19 misure cautelari
La Polizia di Stato ha eseguito questa mattina, 30 settembre, 19 misure cautelari e interdittive nei confronti di altrettante persone nell’ambito di un’inchiesta sul rilascio di certificati necroscopici per decessi avvenuti in abitazioni private a Palermo.
L’operazione è stata condotta dalla Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, su delega della Procura della Repubblica, in esecuzione di un’ordinanza del Gip di Palermo. Sono state applicate misure dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di 17 referenti di imprese funebri locali, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di corruzione di due medici legali dell’Azienda sanitaria provinciale, uno classe 1959 e l’altro classe 1957.
Due medici sospesi dal servizio e dalla professione
Nei confronti dei due professionisti l’autorità giudiziaria ha disposto la sospensione per un anno. Per il medico ancora in servizio è prevista la sospensione dal pubblico servizio presso l’Asp, mentre per il collega oggi in pensione la misura riguarda l’esercizio della professione medica.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Palermo e condotta dalla Sezione Anticorruzione nel 2024, si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Secondo l’ipotesi accusatoria, numerosi imprenditori del settore funebre si sarebbero recati di buon mattino nelle abitazioni private dei due medici legali per consegnare loro somme di denaro in cambio dei certificati necessari per ottenere le autorizzazioni comunali relative al trasporto, all’inumazione e alla cremazione delle salme.
I certificati, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati rilasciati immediatamente e dietro il pagamento di somme di modesta entità, senza che venissero effettuati gli accertamenti previsti. I due sanitari sono pertanto ritenuti gravemente indiziati di corruzione e di diversi falsi ideologici.
L’inchiesta sui certificati per trasporto e cremazione
Al centro dell’indagine ci sono certificazioni successive alla constatazione di morte, che può essere effettuata da qualsiasi medico, ma anche nulla osta igienico-sanitari per il trasporto delle salme da un Comune all’altro e documenti destinati alla cremazione.
In questi ultimi casi la normativa richiede uno specifico accertamento medico-legale, anche per scongiurare eventuali ipotesi di morte violenta, da parte dei sanitari dell’Asp.
È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di somme di denaro nei confronti dei due medici, ritenute profitto delle condotte corruttive contestate.
Si tratta della terza indagine della Squadra Mobile di Palermo sul fenomeno corruttivo nel settore delle onoranze funebri. Le precedenti hanno riguardato i decessi avvenuti al Policlinico universitario e all’ospedale Cervello e avevano portato all’emissione di misure cautelari custodiali, coercitive e interdittive.
Nell’ambito dell’inchiesta relativa al Cervello sono stati inoltre già notificati 32 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura della Repubblica nei confronti di imprenditori funebri palermitani.
