Palermo, 15 milioni per cinque nuovi tram. Ma resteranno fermi per almeno due anni
PALERMO – Cinque tram nuovi di zecca, già consegnati e pagati, ma destinati a rimanere fermi in deposito per almeno due anni. È il paradosso che emerge da un articolo pubblicato da La Sicilia sul sistema tranviario di Palermo. Il Comune ha già disposto il pagamento di 15 milioni di euro alla società spagnola Caf per l’acquisto delle nuove vetture Urbos 100, che però non possono ancora entrare in servizio.
I mezzi si trovano nel deposito Amat di via Roccella, dove resteranno in attesa degli adeguamenti tecnologici necessari per consentirne la circolazione sulla rete cittadina.
Tram già pagati, ma impossibilitati a circolare
Secondo quanto ricostruito da La Sicilia, il Comune di Palermo ha autorizzato la liquidazione di fatture per complessivi 24 milioni di euro alla società costruttrice Caf.
Le somme provengono da diverse linee di finanziamento destinate al potenziamento della rete tranviaria, tra cui il Pnrr, il Patto per il Sud, il POC Metro e il PN Metro Plus.
Dei 24 milioni complessivi, 21 provengono da fondi Pnrr. All’interno di questa cifra rientrano i 15 milioni destinati a saldare l’acquisto dei cinque tram Urbos 100.
Le vetture risultano regolarmente consegnate, con numeri di telaio registrati e certificati di regolare esecuzione.
Questo significa che i mezzi rispettano le caratteristiche previste dal contratto, ma non che siano già autorizzati a trasportare passeggeri.
Il problema dei nuovi sistemi tecnologici
A impedire l’immediata entrata in servizio dei tram è soprattutto una questione di compatibilità tecnologica.
Come spiega La Sicilia, le nuove vetture sono equipaggiate con computer di bordo e sistemi radio di ultima generazione, differenti da quelli installati sui tram attualmente utilizzati a Palermo.
Per poter circolare, i nuovi mezzi devono comunicare con il Posto centrale di controllo (Pcc) dell’Amat, l’infrastruttura che coordina e supervisiona il funzionamento della rete tranviaria.
Il problema è che il sistema centrale dovrà essere sottoposto a un importante intervento di ammodernamento.
I lavori richiederanno tra 24 e 27 mesi, un periodo durante il quale i cinque nuovi tram non potranno essere normalmente utilizzati.
Senza collaudo niente autorizzazione alla circolazione
Alla questione tecnologica si aggiunge quella delle autorizzazioni.
Prima di trasportare passeggeri, i nuovi tram dovranno ottenere il nulla osta dell’Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali.
L’autorizzazione potrà arrivare soltanto dopo lo svolgimento delle necessarie prove sui binari.
Ma, secondo la ricostruzione del quotidiano, queste verifiche richiedono il collegamento con il Posto centrale di controllo aggiornato.
Si crea così una situazione di stallo: senza l’ammodernamento del Pcc non possono essere completate le prove necessarie e, senza queste ultime, non può essere rilasciata l’autorizzazione alla circolazione.
La corsa per non perdere i fondi Pnrr
Perché acquistare e pagare tram che non possono ancora essere utilizzati?
La spiegazione, evidenziata da La Sicilia, riguarda le scadenze dei finanziamenti europei.
I fondi Pnrr destinati all’acquisto delle vetture dovevano essere spesi e rendicontati entro la fine del 2026.
Per evitare di perdere le risorse disponibili, l’amministrazione comunale ha quindi proceduto con l’ordine e il pagamento dei mezzi una volta completata la consegna.
Una scelta legata alle scadenze finanziarie, ma che determina un evidente disallineamento tra l’arrivo dei nuovi tram e la possibilità di metterli effettivamente in servizio.
Palermo, la rete tranviaria attende il potenziamento
La vicenda si inserisce nel più ampio progetto di ampliamento del sistema tranviario palermitano.
Da poche settimane sono iniziati gli interventi propedeutici alla posa dei binari per la nuova tratta C, uno dei collegamenti previsti dal piano di potenziamento della rete.
Come evidenzia la ricostruzione de La Sicilia, tuttavia, l’acquisto delle vetture e l’adeguamento delle infrastrutture tecnologiche procedono con tempistiche differenti.
Il risultato è che cinque tram costati 15 milioni di euro resteranno inutilizzati nel deposito Amat di via Roccella per almeno 24 mesi, in attesa dei lavori e delle autorizzazioni necessarie.
Una situazione che riaccende l’attenzione sulla programmazione delle opere pubbliche e sul coordinamento tra finanziamenti, forniture e infrastrutture.
