Sta per tornare l’ora legale: nella notte tra sabato e domenica le lancette andranno spostate avanti di un’ora. Un appuntamento abituale per milioni di italiani che quest’anno, però, potrebbe avere un significato diverso. Potrebbe infatti essere una delle ultime volte in cui si cambia orario.
Alla Camera dei Deputati è stato avviato l’iter per valutare l’introduzione dell’ora legale permanente, una soluzione che eliminerebbe definitivamente l’alternanza con l’ora solare.
L’indagine parlamentare e i prossimi passi
La Commissione Attività Produttive ha dato il via a un’indagine conoscitiva per studiare in modo approfondito gli effetti di questa possibile riforma. L’iniziativa nasce su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale, dell’associazione Consumerismo No Profit e del deputato Andrea Barabotti.
Il percorso prevede una serie di audizioni con istituzioni, esperti, associazioni di categoria e organismi europei. L’obiettivo è costruire un quadro completo che tenga conto non solo dei vantaggi energetici, ma anche delle possibili criticità.
L’indagine dovrebbe concludersi entro il 30 giugno. A quel punto si potrebbe decidere di avviare una fase sperimentale, prorogando l’ora legale per verificarne concretamente gli effetti prima di una scelta definitiva.
Un dibattito che parte dall’Europa
La discussione italiana si inserisce in un contesto europeo più ampio. Nel 2018 la Commissione Europea aveva promosso una consultazione pubblica che aveva raccolto un’ampia partecipazione: l’84% dei cittadini si era detto favorevole all’abolizione del cambio d’ora.
L’anno successivo il Parlamento Europeo aveva aperto alla possibilità per ogni Stato di scegliere se adottare in modo permanente l’ora legale o quella solare. Tuttavia il processo si è poi arenato, complice anche la pandemia e le divergenze tra i Paesi membri.
I benefici tra energia e ambiente
Tra le ragioni che spingono verso l’ora legale permanente ci sono soprattutto i vantaggi sul piano energetico ed economico. I dati forniti da Terna indicano che, dal 2004 al 2025, l’ora legale ha consentito un risparmio di oltre 12 miliardi di kilowattora, con un beneficio economico per i cittadini stimato in circa 2,3 miliardi di euro.
Anche sul fronte ambientale gli effetti sarebbero significativi. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale, l’ora legale contribuisce ogni anno a ridurre le emissioni di anidride carbonica di una quantità paragonabile a quella assorbita da milioni di alberi.
Una scelta che riguarda economia e vita quotidiana
La valutazione, però, non si limita ai numeri. L’indagine dovrà considerare anche l’impatto sulla vita quotidiana delle persone, sulla produttività e sull’organizzazione del lavoro, oltre che sui trasporti e sul funzionamento del mercato.
Per questo motivo il Parlamento punta a una decisione basata su dati aggiornati e su un confronto ampio tra tutti i soggetti coinvolti.
Se i tempi saranno rispettati, già entro l’estate potrebbe arrivare una decisione. In caso di esito positivo, l’Italia potrebbe scegliere di mantenere l’ora legale tutto l’anno, dicendo addio al tradizionale cambio stagionale.
Per ora resta l’appuntamento imminente: nella notte tra sabato e domenica si dormirà un’ora in meno. Ma potrebbe essere davvero una delle ultime volte.