L’importanza della biodiversità globale
La perdita di biodiversità è un problema crescente, e gli esperti avvertono che potrebbe avere conseguenze disastrose per la società. Nel 2022, il Quadro Globale sulla Biodiversità di Kunming-Montreal ha stabilito obiettivi chiari, come un aumento significativo dei finanziamenti e la cessazione delle sovvenzioni dannose per l’ambiente. Questo accordo mira a trovare soluzioni per affrontare il deterioramento della biodiversità.
Dal momento della firma, il finanziamento mirato alla protezione delle specie, specialmente nei paesi meno industrializzati e nelle comunità indigene, è stato drenato attraverso il Fondo Globale per la Biodiversità, che ha iniziato a supportare progetti a livello mondiale. Tuttavia, i fondi stanziati da un numero ristretto di governi sono solo una frazione di ciò che gli esperti ritengono sia necessario per fermare e invertire la perdita di biodiversità.
Paesaggi unici del Messico
Il Messico è un paese ricco di paesaggi variati, che spaziano dai deserti aridi alle foreste pluviali umide, senza dimenticare le mangrovie e i monti della Sierra Madre, che uniscono questi ecosistemi così diversi. Il Messico ospita la terza maggiore varietà di mammiferi al mondo e ben 864 specie di rettili, la metà delle quali si trova esclusivamente entro i suoi confini. La cultura umana è profondamente intrecciata con la natura, avendo una tradizione d’uso per quasi un quarto di circa 5.000 specie vegetali.
“Il Messico è un paese ‘megadiverso,’” afferma Daniela Carrión, direttore senior dell’NGO Conservation International. Questo termine viene riservato a 17 paesi che detengono gran parte della biodiversità mondiale, caratterizzati da un alto numero di specie endemiche, specialmente vegetali, presenti solo in questi luoghi.
Le sfide della biodiversità in Messico
Carrión osserva che, nonostante la sua ricchezza naturale, il Messico affronta sfide simili a quelle di molti altri paesi, come le opzioni di uso del suolo e il cambiamento climatico. La deforestazione per uso agricolo, l’abbattimento di alberi, la scarsità d’acqua e l’innalzamento del livello del mare mettono a rischio la resilienza del paese.
Il governo messicano ha una storia consolidata di sforzi per la conservazione. Negli ultimi anni, sono stati fatti passi importanti per estendere le aree protette a 95 milioni di ettari (circa 235 milioni di acri), coprendo il 14% del territorio nazionale e un quarto delle sue acque. Questo è previsto per il 2024, con l’obiettivo di conservare il 30% delle terre e delle acque entro il 2030. La realizzazione di questo piano richiede risorse e collaborazioni tra agenzie governative, custodi indigeni e comunità locali.
Uno dei progetti recenti in questo contesto è il Mex30x30, sviluppato grazie alla collaborazione tra CONANP, Conservation International e il Fondo Messicano per la Conservazione della Natura. Nel 2024, questo progetto ha ricevuto quasi 17 milioni di dollari per la gestione delle aree protette, ed è stato uno dei primi ad essere sostenuto dal Fondo Globale per la Biodiversità.
Carrión sottolinea che questo finanziamento ha creato una “nuova spinta” per migliorare la gestione delle aree protette in Messico, contribuendo a sforzi più ampi per conservare la biodiversità a livello globale.
La questione del finanziamento internazionale
Il Fondo Globale per la Biodiversità ha l’obiettivo di intervenire per canalizzare risorse da nazioni ricche e donatori privati verso paesi meno industrializzati, aiutandoli a raggiungere gli obiettivi del Quadro Globale sulla Biodiversità. Esperti ritengono che questo fondo possa promuovere azioni locali come il progetto Mex30x30, particolarmente in linea con gli obiettivi globali. Uno di questi obiettivi è la conservazione del 30% delle “terre, acque e mari” del mondo entro il 2030.
Tuttavia, con i soli 386 milioni di dollari promessi fino ad ora, il finanziamento risulta essere solo una piccola frazione della cifra necessaria per affrontare questa crisi. Inoltre, la maggior parte dei fondi destinati alla conservazione della biodiversità nei paesi in via di sviluppo proviene da budget nazionali, piuttosto che da finanziamenti internazionali.
Le difficoltà e le opportunità future
Nel 2024, il Fondo ha assegnato 9 milioni di dollari al Fondo brasiliano per la biodiversità (FUNBIO) per sostenere un progetto di conservazione delle comunità indigene. Questo progetto mira a supportare meglio le comunità che gestiscono 15 aree in un territorio di sei milioni di ettari. I lavori attualmente si concentrano sulla comprensione dei contesti molto diversi in cui vivono queste comunità.
Sono stati sviluppati piani di gestione ambientale, e nonostante ciò, il tasso di deforestazione nelle loro terre è molto più basso rispetto ad altre aree del Brasile. Le aspettative sono che il finanziamento del Fondo possa migliorare le pratiche agroforestali sostenibili e aiutare le comunità a monitorare i propri territori.
Inoltre, critiche sono emerse sul modo in cui il Fondo gestisce i finanziamenti e sul fatto che molti progetti possano non rispondere davvero agli obiettivi di conservazione. La monitoraggio dell’efficacia e dei risultati delle iniziative di conservazione è essenziale, e gli esperti avvertono che semplificare l’approvazione dei progetti potrebbe compromettere il loro controllo qualità.
Riflessioni finali
Per raggiungere per davvero gli obiettivi fissati a livello globale, è fondamentale una revisione dell’approccio alla conservazione della biodiversità. I risultati devono essere misurabili e significativi, senza trascurare il coinvolgimento delle comunità locali. Come nota esperta, il contributo di natura e biodiversità deve essere riconosciuto come fondamentale per il benessere della società.
Fonti:
- WWF “Living Planet” Report
- Conservation International
- Quadro Globale sulla Biodiversità di Kunming-Montreal
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