La Perdita di Umidità: Un Problema Globale
Dal 1970, più di un terzo delle zone umide nel mondo è andato perso, con un tasso di degrado tre volte superiore a quello delle foreste. Per supportare i governi e i finanziatori nella priorizzazione delle zone umide che necessitano di protezione e ripristino, l’organizzazione no-profit internazionale Wetlands International ha lanciato il nuovo Wetland Atlas.
Questo atlante interattivo integra informazioni spaziali sulle diverse zone umide con dati sul loro potenziale di mitigazione climatica, sul numero di persone che dipendono da esse e sul loro stato di protezione, come riportato in un comunicato stampa dell’organizzazione. A differenza di molte altre mappe, che offrono solo dati grezzi sull’estensione delle zone umide, il Wetland Atlas fornisce una visione complessiva e dettagliata.
Focus sul Sahel e sul Corno d’Africa
Attualmente, l’atlante si concentra sul Sahel e sul Corno d’Africa, regioni in cui le zone umide sono sempre più vulnerabili. “Le zone umide rappresentano meno del 10% dell’area del Sahel, ma ospitano oltre il 75% della popolazione e supportano direttamente più dell’85% del PIL,” ha dichiarato Karounga Keita, direttore per il Sahel di Wetlands International, in un’intervista a Mongabay. Questo mette in evidenza l’importanza strategica delle zone umide in queste aree, non solo in termini ecologici, ma anche economici.
Secondo Richard Lee, direttore della comunicazione di Wetlands International, questo strumento affronta un importante ostacolo noto come “cecità delle zone umide”, che si verifica quando i decisori politici sottovalutano territori come fiumi, laghi e torbiere. “Le zone umide sono sempre viste attraverso una lente limitata, che considera i fiumi semplicemente come tubi per l’acqua, i laghi come riserve da prosciugare e inquinare, e altre zone umide come ‘terre incolte’ da trasformare,” ha continuato Lee. “Questa visione trascura tutti gli altri valori delle zone umide sane, dalla sicurezza alimentare alla riduzione del rischio di alluvioni, dall’importanza culturale alla mitigazione e all’adattamento climatico.”
Per realizzare questa nuova piattaforma, i ricercatori di Wetlands International hanno combinato informazioni sui vari aspetti biogeofisici, socioeconomici e politici delle zone umide a partire da basi di dati sparse. L’atlante evidenzia anche paesaggi importanti fortemente influenzati dalle zone umide, come il Delta Interno del Niger in Mali, la più grande pianura alluvionale dell’Africa occidentale. Le inondazioni stagionali in questo delta, conosciuto come “lifeline blu”, trasformano il Sahel in un’oasi che nutre milioni di persone con pesce e riso, offrendo anche habitat a ippopotami, lamantini e uccelli migratori. La piattaforma individua inoltre le minacce a questo delta, come quelle provenienti da dighe a monte e dal cambiamento climatico.
“Rendendo queste dimensioni visibili, il Wetland Atlas contribuisce a posizionare la conservazione delle zone umide come un’opportunità di investimento piuttosto che come un semplice costo,” ha dichiarato Michael Nelemans, coordinatore dell’atlante, in un’intervista a Mongabay. Questo approccio permette di fare leva sulle risorse per la protezione e il ripristino delle zone umide, fondamentale per il benessere delle comunità locali e della biodiversità.
Nelemans ha aggiunto che il team ha scelto di partire dal Sahel e dal Corno d’Africa perché entrambe le regioni “rimangono sottorappresentate in termini di dati integrati e accessibili,” nonostante la vulnerabilità delle loro zone umide. “Wetlands International ha anche una forte presenza operativa in queste aree, il che ci ha permesso di convalidare i dati e coinvolgere direttamente gli utenti,” ha detto. L’espansione dell’atlante verso altre regioni dipenderà dalla disponibilità e qualità dei dati di base, un fattore cruciale per il suo successivo sviluppo.
In questo contesto, il Wetland Atlas rappresenta non solo uno strumento prezioso per i ricercatori, ma anche un mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle zone umide per l’ambiente e l’economia. Con la crescente minaccia dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, è fondamentale che le zone umide siano adeguatamente riconosciute e valorizzate.
Immagine di copertura: Screenshot del paesaggio del Delta Interno del Niger mostrato agli utenti mentre navigano nel Wetland Atlas, per gentile concessione di Wetlands International.
Fonti: Wetlands International, Mongabay, WWF.
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