Nuovi standard evidenziano l’importanza della restaurazione: “È tempo di creare un cambiamento positivo”.
Principi Fondamentali e Innovazioni per il Futuro
La pubblicazione della terza edizione degli standard rappresenta un passo importante rispetto alla prima edizione del 2016. All’epoca, il focus era su un approccio di ristorazione che evitasse danni collaterali, come ad esempio i progetti focalizzati esclusivamente sull’aumento dello stoccaggio del carbonio nelle foreste, che avrebbero potuto portare alla creazione di piantagioni di monoculture anziché habitat produttivi per una biodiversità ricca.
La versione 2026 degli standard stabilisce comunque principi di non danno e l’importanza di conservare gli ecosistemi locali, ma il messaggio è chiaro: è necessario fare di più. George Gann, autore principale degli standard e policy lead internazionale della Society for Ecological Restoration, afferma: “Non possiamo limitarci a evitare danni collaterali; dobbiamo effettivamente creare un recupero e sollevare la biodiversità”.
Nel contesto del Quadro Globale sulla Biodiversità di Kunming-Montreal del 2022, delineato per ripristinare il 30% di tutti gli ecosistemi degradati entro il 2030, gli standard non sono solo generali, ma offrono anche strumenti specifici per progettare, implementare e monitorare il lavoro di ristorazione in vari ecosistemi.

