Le meraviglie sonore degli abissi: I pesci e la loro capacità di comunicare
Si stima che oltre 35.000 specie di pesci siano capaci di emettere suoni, ma meno del 3% di esse è stato registrato fino ad oggi. Grazie a un nuovo dispositivo di registrazione audio e visiva, gli scienziati sono riusciti a raccogliere la più vasta collezione di suoni di pesci mai documentata in condizioni naturali. Catalogare i suoni unici dei pesci permetterà agli ambientalisti di monitorare meglio i comportamenti, le ubicazioni e le popolazioni delle specie ittiche minacciate.
La scoperta che i pesci possano emettere suoni risale a oltre 2.000 anni fa, eppure gran parte di questi suoni è rimasta inascoltata dall’uomo. Anche se una vivace barriera corallina può ospitare dozzine di specie di pesci, fino a tempi recenti era praticamente impossibile identificare il suono specifico di ciascuna specie.
Innovazioni tecnologiche nella registrazione dei suoni dei pesci
I metodi tradizionali per studiare i suoni dei pesci spesso implicavano l’interferenza degli scienziati negli habitat naturali dei pesci, oppure la registrazione di esemplari in cattività. Ciò significava spesso costringere i pesci a emettere suoni sotto stress, tramite manipolazioni o scosse elettriche. Ora, grazie a una nuova combinazione di registrazione audio e video subacquea, i ricercatori sono riusciti a identificare i suoni di 46 specie di pesci nel loro ambiente naturale, rappresentando la più grande collezione di suoni di pesci selvatici mai registrata. Il dispositivo innovativo, descritto recentemente nella rivista Methods in Ecology and Evolution, è in grado di estrarre i suoni singoli dei pesci da registrazioni audio subacquee confuse e riconoscere quale pesce ha emesso ogni suono.
Il dispositivo, noto come UPAC-360°, utilizza una telecamera audio-visiva subacquea omnidirezionale che isola i suoni individuali dei pesci da una moltitudine di rumori. “Siamo rimasti stupiti dal numero di pesci che siamo riusciti a registrare e identificare in un tempo relativamente breve,” ha affermato Aaron Rice, coautore dello studio ed ecologo della Cornell University. La registrazione sonora degli ambienti marini è essenziale, dato che oltre 4.000 specie di pesci sono state classificate dall’IUCN come vulnerabili, in pericolo o critiche all’estinzione. Tracciando i loro suoni, gli scienziati sperano di comprendere meglio le aree in cui abitano, come cambiano le loro popolazioni e quali comportamenti li rendono vulnerabili ai predatori.
Rispetto agli animali marini più grandi, come le balene e i delfini, che emettono vocalizzi potenti e facilmente rintracciabili, i pesci creano un’incredibile varietà di suoni più sottili e veloci, rendendo difficile attribuire un certo suono a una determinata specie. Inoltre, spesso i pesci non si muovono quando emettono suoni, rendendo ancora più difficile identificare il momento esatto della emissione del suono.
Il nuovo dispositivo di registrazione, l’UPAC-360°, è in grado di registrare audio e video in tutte le direzioni, rilevando la direzione di un suono e isolando il segmento video corrispondente per determinare quali pesci erano presenti al momento della registrazione. Anche in situazioni con molti pesci nuotanti, il dispositivo riesce a focalizzarsi su un pesce specifico. Attraverso l’analisi dei dati raccolti, i ricercatori sono in grado di creare una mappa che mostra dove è stato emesso un suono, sovrapponendo questa mappa al video per identificare esattamente quale pesce ha emesso il suono. Introducendo questa tecnologia, i ricercatori possono isolare suoni individuali e assegnarli a specie specifiche, ottenendo così informazioni preziose sull’ecologia dei pesci.
Durante lo studio, i subacquei hanno posizionato la piccola telecamera circondata da quattro idrofoni in 13 località di barriera corallina intorno all’isola caraibica di Curaçao. Nell’arco di undici giorni, il dispositivo ha registrato e identificato i suoni di 46 specie, nessuna delle quali aveva registrazioni disponibili in natura precedentemente. La dottoressa Audrey Looby, ecologa e ricercatrice post-dottorato all’Università di Victoria in Canada, ha sottolineato che meno del 3% delle stime di 35.000 specie di pesci è stato registrato in 150 anni di studi. Grazie alla sua indagine globale, Looby ha creato FishSounds.net, un database contenente suoni di tutte le 1.258 specie di pesci che sono mai state registrate.
“Sospettiamo che la produzione di suoni da parte dei pesci sia incredibilmente diffusa e importante per la maggior parte degli ecosistemi e delle famiglie ittiche,” afferma Looby. “Questo studio segna l’evoluzione successiva degli strumenti che saranno disponibili per colmare questa lacuna.” Tuttavia, i ricercatori hanno registrato suoni fino a una profondità di circa 45 metri, dunque i suoni emessi da pesci più profondi rimangono misteriosi. Inoltre, le registrazioni video richiedono luce solare, il che significa che i pesci non possono essere identificati durante la notte. Il team sta già lavorando su versioni del dispositivo in grado di effettuare registrazioni più profonde e in ambienti più bui.
Per ulteriori informazioni sui suoni e il comportamento dei pesci, potete consultare questi articoli di ricerca: Dantzker et al. (2025) nella rivista Methods in Ecology and Evolution.
### Fonti ufficiali:
– Dantzker, M. S., Duggan, M. T., et al. (2025). Deciphering complex coral reef soundscapes with spatial audio and 360° video. Methods in Ecology and Evolution.
– IUCN Red List of Threatened Species.
– FishSounds.net.
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