Nuove Strategie per la Conservazione di Squali e Razze in Kenya
Un gruppo di enti governativi, scienziati e membri delle comunità costiere ha presentato un piano d’azione con 19 obiettivi per invertire il drammatico calo delle popolazioni di squali e razze in Kenya. I pescatori artigianali, che hanno un impatto significativo sulle specie marine, sono al centro di molte di queste strategie, che mirano a coinvolgerli attivamente nel processo di conservazione.
Le proposte includono l’uso di attrezzature da pesca alternative, opportunità di sostentamento diverse per ridurre la pressione della pesca, l’aumento delle aree marine gestite localmente, un coinvolgimento dei pescatori nelle decisioni di conservazione e un’applicazione più efficace delle normative esistenti. Rappresentanti delle comunità di pescatori hanno dichiarato di essere favorevoli al piano, sottolineando però la necessità di offrire alternative concrete e sostenibili per il sostentamento.
L’Importanza dei Pescatori Artigianali nella Conservazione
Sulla costa orientale del Kenya, un pescatore artigianale trasporta il pescato del giorno per la vendita. Spesso, a fare la sua comparsa sono specie minacciate come lo squalo martello scallopato e la razza chitarra maculata. Questa è solo una delle tante situazioni descritte dai conservazionisti, che evidenziano quanto sia legato il destino di questi squali e razze all’attività dei pescatori nel Oceano Indiano occidentale.
Nel mese di febbraio, è stata condivisa una strategia da parte di un team di policymaker, scienziati e leader comunitari, che ha delineato 19 obiettivi per la conservazione di squali e razze in Kenya. Questi obiettivi includono la creazione di più aree marine gestite localmente e il coinvolgimento attivo dei pescatori nelle decisioni relative alla conservazione.
Dal 2023, il Kenya ha già sviluppato una politica di conservazione per squali e razze, il Piano d’azione nazionale per la conservazione e gestione degli squali (NPOA-Sharks), che è in attesa di approvazione governativa. La strategia recentemente proposta offre un modo per implementarla.
Le stime indicano che il Kenya è uno dei 10 paesi con le popolazioni di squali più depresse a livello globale. I pescatori artigianali contribuiscono fino al 75% del totale delle catture. Tuttavia, la maggior parte di queste catture include specie minacciate, a causa della pesca eccessiva, di politiche inadeguate e della mancanza di enforcement delle normative sulla pesca. Secondo la Lista Rossa IUCN, quasi il 40% delle specie di squali e razze nella regione è a rischio estinzione.
Mote, un pescatore artigianale e presidente dell’Unità di gestione della spiaggia di Ngomeni, ha indicato che i pescatori non prendono di mira specificamente squali e razze. “Cacciano solo con le reti, e ciò che pescano viene portato a casa o venduto sul mercato,” ha dichiarato. Inoltre, il mercato internazionale è sempre più affamato di prodotti come le pinne di squalo.
Opzioni per un Sviluppo Sostenibile
Per garantire una conservazione efficace, è essenziale che i pescatori abbiano accesso a alternative praticabili. Mote prevede un’implementazione fruttuosa della strategia, con la condizione che vengano fornite soluzioni alternative. Una delle proposte riguarda l’uso di attrezzature da pesca più sostenibili, come limiti sulle dimensioni delle maglie e aree di restrizione.
Studi indicano che fino al 79% delle specie pescate in Kenya sono minacciate, e gran parte delle catture riguarda esemplari immaturi. Tali dati, secondo Benedict Kiilu, direttore assistente presso il Kenya Fisheries Service, riflettono l’elevata pressione esercitata sulla pesca.
Uno dei punti chiave della strategia è lo sviluppo di mezzi di sussistenza alternativi per i pescatori, opportunità che devono essere culturalmente accettabili e incentivare la conservazione. Secondo Melita Samoilys di CORDIO East Africa, le opportunità includevano la pesca di granchi e attività di acquacoltura.
In aggiunta, le comunità locali sono disposte a designare aree di riproduzione di squali e razze come zone di chiusura stagionali, facilitando la loro protezione. Le aree marine gestite localmente (LMMAs), che dal 2015 hanno visto un incremento, offrono un’opportunità per monitorare e gestire le risorse marine in modo sostenibile.
Il piano invita alla creazione di più LMMAs, dando ai pescatori e alle comunità il controllo sulle pratiche di pesca e le risorse marine. La strategia sottolinea anche l’importanza della mappatura delle LMMAs già esistenti per capire se debbano essere ampliate o combinate.
Rafforzare l’Enforcement delle Normative
Per garantire che le normative siano rispettate, è necessaria una chiarezza assoluta sulla legislazione. In questo momento, le normative in materia di pesca e protezione delle specie non sono sempre chiare, il che crea confusione tra i pescatori. Una maggiore consapevolezza e formazione potrebbe invece portare a una maggiore conformità.
Samoilys sostiene che la costruzione della conformità è essenziale, poiché una volta che i pescatori comprendono quali siano le pratiche migliori per i loro mezzi di sostentamento, sono più propensi a seguire le normative.
La strategia proposta dagli stakeholder rappresenta un passo fondamentale per la conservazione, e la sua attuazione dipenderà dalla volontà di tutti i partecipanti coinvolti. Kiilu e altri esperti sono fiduciosi che l’implementazione inizierà a breve, con particolare attenzione da parte del Kenya Fisheries Service, del Kenya Wildlife Service e della guardia costiera.
Le comunità costiere stanno anche ricevendo formazione sulla conservazione di squali e razze, suggerendo che la strategia possa portare a un futuro più sostenibile per queste specie vulnerabili.
### Fonti
* CORDIO East Africa
* IUCN Red List of Threatened Species
* Kenya Fisheries Service
Questa strategia rappresenta un’opportunità per il Kenya non solo di migliorare la salute degli ecosistemi marini, ma anche di garantire un futuro sostenibile per le comunità costiere che dipendono dalla pesca per il loro sostentamento.
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