Nuova e pericolosa variante di influenza aviaria scoperta in Australia per la prima volta.

Allerta per l’arrivo dell’H5N1 in Australia

Una grave variante dell’influenza aviaria, nota come H5N1, ha raggiunto per la prima volta le coste australiane, provocando grande preoccupazione tra le autorità e i biologi. Questo ceppo altamente patogeno ha già causato la morte di milioni di uccelli selvatici e domestici in tutto il mondo.

Cosa è successo?

Le autorità australiane hanno confermato che due uccelli marini migratori, un’arma bianca (Stercorarius antarcticus) e un petrello gigante settentrionale (Macronectes halli), sono risultati positivi al test per l’H5N1. I due volatili sono stati rinvenuti lungo la costa meridionale dell’Australia Occidentale, ma purtroppo sono morti subito dopo.

Gli uccelli in questione si riproducono nelle regioni subantartiche e migrano verso acque più calde, inclusi i mari australiani, durante l’inverno polare. L’influenza aviaria è causata da un virus altamente contagioso che ha infettato animali su tutti i continenti, e sporadicamente sono stati segnalati anche casi tra esseri umani.


Rischi per la fauna selvatica australiana

Il Ministro Federale per l’Agricoltura, Julie Collins, ha dichiarato durante una conferenza stampa che, al momento, non ci sono prove di mortalità di massa negli animali selvatici australiani e che l’influenza aviaria non ha ancora colpito le avicolture e il bestiame del paese. Nonostante ciò, il CEO di BirdLife Australia, Kate Millar, ha sottolineato l’importanza di questo momento per la fauna selvatica australiana, poiché l’H5N1 ha già devastato popolazioni di vita selvatica in altri paesi.

Secondo le stime delle Nazioni Unite, nel marzo 2026, il virus H5N1 ha infettato più di 560 specie di uccelli selvatici e oltre 100 specie di mammiferi. Questo porta a una crescente preoccupazione per la biodiversità australiana, in particolare per le specie autoctone che potrebbero subire le conseguenze di un contagio.

Implicazioni per le specie a rischio

Uno degli aspetti più allarmanti è la possibilità che il virus si diffonda a specie uniche dell’Australia, come il albatros timido della Tasmania (Thalassarche cauta) e il pappagallo dalla pancia arancione (Neophema chrysogaster). Jane Younger, docente presso l’Università della Tasmania, ha avvertito che la trasmissione dell’H5N1 a queste specie potrebbe essere catastrofica. Anche i anatre potrebbero essere a rischio, poiché potrebbero trasmettere il virus attraverso le acque dolci.

Inoltre, animali scavatori come il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii) potrebbero essere vulnerabili al virus, secondo Jack Gough, direttore della sezione advocacy del Consiglio per le Specie Invasive. La preoccupazione cresce per l’impatto che il virus potrebbe avere su un ecosistema già fragile.

Risposte delle autorità

Il governo federale australiano ha promesso 11,2 milioni di dollari australiani per aumentare la preparazione delle specie autoctone più a rischio. Nonostante questo impegno, Millar di BirdLife Australia ha affermato che la somma non è sufficiente per proteggere le specie a rischio, ora che l’H5N1 è arrivato in Australia.

In questo contesto, l’Associazione Veterinaria Australiana (AVA) ha chiesto maggiori finanziamenti per supportare i veterinari del paese, in prima linea nella sorveglianza, nella diagnosi e nella conferma dei casi di influenza aviaria. La presidente dell’AVA, Dr. Diana Barker, ha evidenziato che “la preparazione non è gratuita” e che è necessario un investimento maggiore.


Rischi di contagio e precauzioni

Gli uccelli sono i principali ospiti naturali dei virus dell’influenza aviaria, in particolare anatre, oche, gabbiani, sterne e cigni. La maggior parte dei ceppi è relativamente innocua, simile a un comune raffreddore. Tuttavia, quando l’influenza aviaria “salta” agli pollame domestico, in particolare a quelli allevati in condizioni industriali, può mutare e ritrasmettersi agli uccelli selvatici come un virus mortale.

H5N1 è apparso nella sua forma attuale in Europa nel 2020 e si è rapidamente diffuso lungo le rotte migratorie. Il virus può essere contratto attraverso il contatto con feci infette o mangiando animali contaminati.

La diffusione dell’H5N1 rappresenta non solo una minaccia per la salute animale ma anche per l’ecosistema unico dell’Australia. Preservare la fauna selvatica australiana diventa quindi una priorità urgente.

Fonti Ufficiali

  • Ministero dell’Agricoltura dell’Australia
  • BirdLife Australia
  • Nazioni Unite

La situazione è grave e richiede attenzione non solo da parte delle autorità ma anche della comunità, per garantire la salvaguardia della biodiversità e della salute pubblica in Australia.

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Luigi Salemi: