Nuova corsa all’oro in Sudafrica: investimenti e opportunità nella rinascita dello spekboom.

Risanare la Bioma di Albany: La Necessità di Recupero Ambientale

Dopo decenni di sfruttamento agricolo, 1,5 milioni di ettari di terra nel bioma thicket di Albany in Sudafrica necessitano di un intervento di riabilitazione urgente, proprio come un paziente ustionato necessita di trapianti di pelle per la sopravvivenza. I finanziamenti per il carbonio sembrano essere la fonte di finanziamento più promettente, avviando un processo che prevede la piantumazione su larga scala di una succulenta endemica resistente alla siccità, nota come spekboom (Portulacaria afra).

Ad oggi, i progetti di ripristino sono stati in gran parte artigianali, ma la situazione è cambiata con un prestito di 91 milioni di dollari a un nuovo attore, che ha visto anche il colosso tecnologico Amazon entrare nel settore. Questo afflusso di finanziamenti sta mostrando una crescente fiducia in un modello di business per il ripristino degli ecosistemi, mentre ci sono preoccupazioni che una rapida espansione dei progetti possa generare promesse di riduzione dell’anidride carbonica superiori a quelle che la scienza emergente può supportare, mettendo a rischio la solidità dei progetti.


Il Ruolo Cruciale dello Spekboom nell’Ecosistema

GQEBERHA, Sudafrica — Secondo gli abitanti di questa piccola zona della provincia del Capo Orientale, lo spekboom è per le capre ciò che il gelato è per un bambino, spiegando perché quasi il 90% della vegetazione del bioma thicket di Albany è stata distrutta dalla pastorizia, principalmente da parte di capre da mohair. Dove una volta c’era una boscaglia impenetrabile, molte terre agricole ora sembrano deserti.

Ma questa particolare area di spekboom coltivato — letteralmente, albero della pancetta in afrikaans — porta con sé grandi aspettative. “Questi sono gli esemplari più anziani,” osserva Nick Hamp-Adams, indicando una fitta fila di arbusti, ognuno dei quali si erge dal suolo come fuochi d’artificio. Dopo cinquant’anni, questi arbusti hanno raggiunto un’altezza superiore a quella di una persona alta. Le loro foglie succulente e cariche d’acqua creano una siepe che è difficile da attraversare.

Hamp-Adams racconta che il contadino li ha piantati per combattere il problema delle inondazioni di fango nella stalla. Dal suo modesto inizio nel 1976, quando un contadino ha cercato di rinforzare un pendio smantellato dalle capre, questo terreno è diventato un importante sito di ricerca per il ripristino degli ecosistemi. Ora la Return to Thicket, l’iniziativa di ripristino di Hamp-Adams, è proprietaria della storica fattoria Krompoort, prima un’impresa commerciale di mohair, ora un sito di studio cruciale per il ripristino degli thicket, situato a un’ora di auto dalla città portuale di Gqeberha.


“In questo sito, [l’area] è stata ampliata nel tempo,” dichiara Hamp-Adams. Gli studiosi stanno sperimentando diversi metodi di piantumazione dello spekboom. Questo arbusto ha una peculiarità: la leggera struttura di rami e foglie giovani crea un ambiente di vivaio, proteggendo il terreno dagli impatti della pioggia battente e attenuando il calore del sole.

Lo spekboom è una delle molte specie legnose nel thicket di Albany, ma è la sua rapida crescita a conferirgli un ruolo cruciale nel guarire il paesaggio danneggiato. Man mano che cresce, assorbe l’anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo a mitigare l’aumento globale delle temperature. Attualmente, il mercato globale ha fissato un prezzo sul carbonio, che può variare da 20 a 45 dollari per tonnellata di CO2 rimossa dall’atmosfera. Questo ha attirato l’attenzione di investitori internazionali, tra cui il World Bank e Amazon stessa.

Gli ecologisti possono fornire stime preliminari su quanto carbonio questi thicket in ripresa potrebbero sequestrare. Queste valutazioni consentono agli sviluppatori di costruire un caso commerciale per attrarre finanziamenti dal mercato del carbonio. L’idea è di avviare un recupero a lungo termine del thicket e rivitalizzare aziende agricole abbandonate da decenni di degrado del suolo. Questo modello prevede che gli investitori contribuiscano inizialmente ai costi di riforestazione e possano successivamente monetizzare i crediti di carbonio.


Questa nuova iniziativa ha preso piede e le stime per il potenziale di cattura del carbonio hanno attirato l’attenzione di sviluppatori disposti a supportare la piantumazione su larga scala di spekboom. Dove una volta esisteva una boscaglia impenetrabile, ora gran parte delle terre è desolata. Laddove molte fattorie erano ricoperte di vegetazione, oggi sono ridotte a terreni aridi.

L’industria del ripristino degli ecosistemi sta vivendo un cambiamento significativo con l’ingresso di nuovi investitori, in particolare nel settore della piantagione di spekboom. Il 2022 ha visto la nascita di Imperative Global Solutions, una società sviluppatrice di infrastrutture che ora mira a ripristinare un’area di 10.000 ettari (circa 25.000 acri), con l’obiettivo di espandere il progetto fino a 100.000 ettari nel corso dei prossimi quattro-cinque anni.

Con un finanziamento di 91 milioni di dollari, compresi 25 milioni provenienti da un’obbligazione della Banca Mondiale chiamata proprio in onore dello spekboom, la società ha conquistato l’interesse degli investitori. Inoltre, Amazon ha siglato accordi per acquistare alcuni dei crediti di carbonio, assicurando così il finanziamento per le nuove piantagioni.

Questa trasformazione nel settore del ripristino rappresenta una svolta significativa che potrebbe portare a un sistema sostenibile e proficuo. Gli esperti, tuttavia, avvertono che con la crescita rapida dei progetti c’è il rischio di promesse esagerate e di un potenziale collasso del settore se non si ottimizzano i numeri di cattura del carbonio.

Fonte:
1. Mills, A. J., & Cowling, R. M. (2006). “Rate of carbon sequestration at two thicket restoration sites in the Eastern Cape, South Africa.” Restoration Ecology, 14(1), 38-49.
2. Mills, A. J., & Cowling, R. M. (2014). “How fast can carbon be sequestered when restoring degraded subtropical thicket?” Restoration Ecology, 22(5), 571-573.

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Luigi Salemi: