Niscemi, Meloni in Sicilia: “Pronti 150mln tra messa in sicurezza e indennizzi”
Meloni ha ricordato che il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 27 febbraio, poi convertito in legge dal Parlamento ad aprile, aveva già stanziato le risorse necessarie per affrontare l’emergenza.
“In particolare – ha spiegato – i 150 milioni servono a finanziare i programmi di demolizione degli edifici pericolosi, avviare un vasto piano di prevenzione strutturale e riduzione del rischio idrogeologico e garantire contributi ai cittadini proprietari di immobili crollati o da demolire”.
Le famiglie coinvolte potranno utilizzare gli indennizzi per acquistare terreni su cui costruire nuove abitazioni oppure comprare case già disponibili a Niscemi o nei comuni limitrofi.
La presidente del Consiglio ha poi incontrato una delegazione degli sfollati, rassicurando i cittadini sul fatto che “non si ripeterà la vergogna di risarcimenti arrivati dopo decenni”. “Capisco lo scetticismo verso lo Stato centrale – ha aggiunto – ma stiamo cercando di raccontare una storia diversa, con risposte concrete e scandite nel tempo”.
La protesta degli sfollati e le polemiche sugli indennizzi
La visita della premier arriva dopo settimane di tensione tra gli sfollati e la struttura commissariale guidata da Fabio Ciciliano. Nei giorni scorsi il Comitato evento franoso Niscemi 2026 aveva organizzato un sit-in in piazza Vittorio Emanuele, al quale hanno partecipato famiglie costrette ad abbandonare le proprie case, commercianti e cittadini che chiedono “risarcimenti veri” e non semplici contributi.
Al centro delle contestazioni vi è soprattutto il sistema degli indennizzi previsto dal decreto emergenziale e il timore che le somme stanziate non siano sufficienti a compensare le perdite subite da chi ha visto crollare abitazioni, magazzini e attività economiche.
Musumeci: “Bisogna capire perché nessuno è intervenuto per trent’anni”
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, presente oggi a Trento per il Festival dell’Economia.
“C’è l’impegno ulteriore del governo a lavorare sul piano proposto dal Dipartimento della Protezione civile – ha dichiarato Musumeci –. Abbiamo messo a disposizione 150 milioni di euro”.
Il ministro ha poi richiamato l’attenzione sulle eventuali responsabilità legate alla gestione del territorio: “Bisogna capire perché per trent’anni chi sapeva non ha agito. Questa è la grande domanda alla quale dovrà rispondere la magistratura”.
L’azione del governo, ha concluso Musumeci, proseguirà parallelamente alle indagini giudiziarie già avviate sulla tragedia che ha colpito la città siciliana.

