Un Parco per Tigri in Nepal: Una Soluzione Controverso per i Problemi Umani
Il governo nepalese ha proposto la creazione di un parco per tigri di 50 ettari nei pressi del Parco Nazionale di Chitwan, destinato a ospitare tigri ritenute problematiche che entrano in conflitto con gli esseri umani. La proposta nasce in risposta a un aumento delle interazioni tra uomini e tigri, che hanno portato a incidenti mortali e al sovraffollamento nei centri di cattività. Gli esperti avvertono che solo una piccola percentuale di tigri è responsabile di questi conflitti, spesso si tratta di esemplari anziani o feriti, mentre la maggior parte si nutre di prede selvatiche.
Le autorità affermano che il parco servirà a raccogliere fondi attraverso il turismo per coprire le spese di mantenimento delle tigri. La proposta è stata accolta con scetticismo da parte di molti esperti, che temono che il parco possa rivelarsi un fallimento dal punto di vista etico, finanziario ed ecologico. Sui media sono emerse anche alternative come la gestione dei conflitti, il miglioramento dei protocolli di identificazione o, in casi estremi, l’eutanasia delle tigri ad alto rischio.
Un Progetto Innovativo o Un Rischio Finanziario?
Il parco nel Durganar-Tikauli è previsto per ospitare tigri catturate dopo attacchi all’uomo, spostandole da centri di detenzione sovraffollati. Tuttavia, rimangono diverse questioni irrisolte riguardanti la proposta. Secondo Hari Bhadra Acharya, un ecologo senior del Dipartimento dei Parchi Nazionali e della Conservazione della Fauna, attualmente il costo annuale di mantenimento di una tigre in cattività è di circa 1,5 milioni di rupie nepalese, circa 10.000 dollari.
Il parco avrà un habitat recintato che offrirà uno spazio sufficiente agli animali per vivere in modo più naturale, piuttosto che in gabbie anguste. Le entrate generate dalla vendita dei biglietti per l’osservazione delle tigri dovrebbero coprire questi costi. Attualmente, il Nepal ospita 355 tigri, un significativo aumento rispetto alle 121 registrate nel 2009, documentato nell’ultimo censimento del 2022.
Secondo le statistiche governative, tra il 2019 e il 2023, 38 persone sono morte in attacchi di tigri. Solo nell’ultimo anno fiscale, da luglio 2023 a luglio 2024, sei persone sono state uccise e otto ferite gravemente. Le autorità hanno catturato 15 tigri collegate a questi attacchi, trasferendole in centri di detenzione temporanei.
Le condizioni di vita in cattività si sono rivelate problematiche. A marzo 2023, tre tigri sono morte a causa di condizioni inadeguate in un centro a Parsa. Inoltre, un centro espositivo per tigri a Chitwan ha ricevuto critiche per la scarsa qualità della vita degli animali, relegati a spazi limitati per attrarre turisti.
Le ricerche hanno suggerito diverse soluzioni nel corso degli anni, ma la proposta di un parco per tigri arriva per la prima volta come una possibile alternativa. Il Piano di Azione per la Conservazione delle Tigri 2023-2032 del Nepal propone misure come il miglioramento della gestione del bestiame e la creazione di squadre di risposta rapida per mitigare i conflitti.
La ricerca suggerisce che tigri giovani o ferite sono più inclini ai conflitti con gli esseri umani e spesso si spostano verso i villaggi in cerca di cibo. Un servizio di allerta precoce per monitorare i movimenti delle tigri potrebbe contribuire a ridurre questi conflitti. Un altro studio ha evidenziato che meno del 5% delle tigri registrate sono state coinvolte in attacchi, mostrando come la maggior parte degli esemplari non rappresenti una minaccia per gli esseri umani.
La questione dell’identificazione delle tigri problematiche è complessa. Con l’uso di trappole fotografiche e monitoraggio GPS, le autorità non sempre riescono a capire quale tigre sia responsabile per gli attacchi, portando a misidentificazioni. Ciò può generare una gestione affrettata delle tigri, aggiungendo ulteriore instabilità a un sistema già fragile.
Le critiche verso il parco suggeriscono che il vero problema non sia né la dimensione del recinto né il modello di finanziamento, ma la filosofia stessa dietro l’idea. Gli esperti avvertono che la rimozione di tigri dal loro ecosistema naturale, ad avere un impatto significativo sulle popolazioni locali e sulle dinamiche ecologiche.
I sostenitori di un approccio diverso propongono metodi diretti e talvolta controversi per affrontare gli animali ad alto rischio, come l’eutanasia controllata. Sebbene gli esperti abbiano riconosciuto che la legge nepalese consente l’eutanasia di tigri “man-eater”, la mancanza di linee guida ha reso difficile l’applicazione di tale misura.
Le iniziative di conservazione in Nepal stanno guadagnando attenzioni internazionali, anche se le domande sui costi e sull’efficacia rimangono. Nelle parole di un funzionario di un parco, “Cosa succederà se il governo investe milioni di dollari, ma le tigri non riescono a sopravvivere?”. La sostenibilità di tali progetti rimane, quindi, una questione aperta.
Fonti: Ministero delle Foreste e dell’Ambiente del Nepal; Studi scientifici su tiger management.
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