Negli shop illegali del Laos il traffico di fauna selvatica continua nonostante i controlli.

Aumento dei Mercati Illegali di Fauna Selvatica in Laos

La situazione del commercio illegale di fauna selvatica in Laos continua a destare preoccupazione. I mercati illegali, che destinano i loro servizi a gruppi di turisti cinesi, sembrano essere in espansione nonostante l’intervento delle autorità locali. Un’inchiesta di Mongabay ha identificato fino a 35 località sospettate di partecipare a queste attività, quasi il doppio rispetto al numero rilevato nel 2025. Gli investigatori hanno sottolineato che i negozi, che si infilano in pacchetti turistici a basso costo, continuano a fare pressione sui visitatori affinché acquistino prodotti di fauna selvatica illeciti. Circa alcuni ristoranti, è emerso che servono pangolini, una specie altamente minacciata, ai gruppi di turisti.

Le autorità laotiane dichiarano di aver sequestrato prodotti di fauna selvatica illegali avviando indagini, ma le organizzazioni di conservazione avvertono che l’applicazione delle leggi è ancora troppo limitata per interrompere la rete più grande di commercio illegale. Gli esperti avvertono che il traffico di fauna selvatica potrebbe compromettere gli sforzi del Laos per migliorare la sua reputazione secondo la convenzione globale sul commercio di fauna selvatica, e affermano che è necessaria una risposta regionale coordinata per evitare che questo modello di business si diffonda in altre parti del sud-est asiatico.

L’Effetto della Ferrovia Cina-Laos

La costruzione della ferrovia ad alta velocità tra Cina e Laos ha sostanzialmente facilitato il commercio illegale. Secondo dati ufficiali, nel 2025, più di un quarto dei turisti stranieri in Laos proveniva dalla Cina, con oltre 1,15 milioni di visitatori. Questo aumento non solo ha incrementato il flusso turistico ma ha anche aperto un’opportunità per le attività di commercio illegali. Un rapporto della Global Initiative Against Transnational Organized Crime ha esaminato il ruolo della ferrovia nella crescita di queste reti illegali, riscontrando che ha reso il viaggio tra i due paesi più economico e rapido.

Il Ruolo dei Tour Culturali

I gruppi di tour cinesi sono frequentemente guidati verso negozi che vendono illegalmente prodotti di fauna selvatica, travestiti da centri culturali, ristoranti o negozi di gioielli. In diversi casi, i visitatori vengono ulteriormente indotti a acquistare tali prodotti. Investigatori che hanno partecipato a tour sotto copertura hanno documentato la pressione esercitata sui turisti, che spesso si trovano ad affrontare la manipolazione da parte dei venditori. Queste evidenze vengono riportate anche dai social network cinesi, dove utenti raccontano esperienze negative riguardo a vendite ingannevoli che includono prezzi gonfiati e qualità discutibile dei prodotti.


Nei ristoranti, i turisti hanno l’occasione di consumare piatti a base di pangolino, aumentando ulteriormente la domanda per questa specie a rischio. Secondo un’inchiesta, tra il 20% e il 30% dei gruppi di tour decide di consumare pangolino durante il viaggio, a un costo che può triplicare rispetto ai prezzi normali. I luoghi di vendita di pangolini sono noti non solo ai turisti, ma anche alle autorità locali che, nonostante le loro azioni, non riescono a fermare questa crescente attività illegale.

Sforzi delle Autorità Locali e Critiche

Le autorità laotiane, comprese le Forze Armate, hanno effettuato alcuni sequestri e avviato indagini, ma la mancanza di un’applicazione efficace continua a essere una grossa problematica. Somvang Phimmavong, Direttore Generale del Dipartimento delle Foreste del Laos, ha dichiarato che il governo mantiene una politica di tolleranza zero verso il commercio illegale di fauna selvatica e si impegna a rispettare gli obblighi internazionali. Nonostante questi sforzi, le critiche da parte delle organizzazioni di conservazione suggeriscono che le misure sono ancora insufficienti.

Il Laos è attualmente sotto la blacklist della CITES a causa dell’aumento dei crimini legati alla fauna selvatica. Nel 2023, il paese è stato escluso dal commercio di specie protette e, sebbene alcune restrizioni siano state allentate nel 2025, le autorità locali hanno bisogno di adottare misure più aggressive per uscire da questa lista nera.

Collaborazione Internazionale Necessaria

È evidente che la natura transnazionale di questo problema richiede una risposta coordinata anche a livello regionale. Come evidenziato da esperti e organizzazioni non governative, l’assenza di un approccio unificato consente al commercio illegale di prosperare. Con il suo confine lungo e aperto, il Laos potrebbe diventare un punto strategico per operazioni illecite che si allargano rapidamente.

Le segnalazioni di traffico di animali selvatici emergono anche in altri paesi, come Cambogia e Vietnam, dove sono stati identificati negozi sospetti gestiti da cittadini cinesi. L’approccio deve essere multilaterale, in modo da affrontare il problema in modo più efficace e prevenire la diffusione di questo commercio crudele e dannoso per la biodiversità.

Per ulteriori informazioni sulle politiche di tutela della fauna selvatica, è possibile consultare il sito ufficiale di CITES.

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Luigi Salemi: