Il Quoll Orientale: Un Simbolo di Speranza per la Fauna Austaliana
Il quoll orientale (Dasyurus viverrinus), un marsupiale carnivoro endemico dell’Australia, è attualmente in pericolo di estinzione e si considera praticamente estinto in natura nel continente australiano. Fortunatamente, popolazioni selvatiche sono ancora presenti in Tasmania, dove l’assenza della volpe e la gestione dei predatori hanno permesso a queste creature di sopravvivere e riprodursi. Ricerche recenti indicano che quoll orientali allevati in cattività, rilasciati in Tasmania, stanno mostrando segni positivi di interbreeding con popolazioni selvatiche.
Un Piccolo Carnivoro con una Grande Storia
La storia del quoll orientale è affascinante e complessa. Un tempo abbondante lungo la costa orientale dell’Australia, questo piccolo marsupiale presenta due varianti cromatiche principali: un marrone chiaro e un marrone scuro, entrambi con macchie bianche sul corpo. Sebbene fosse noto per le sue abilità nel cacciare roditori, tanto da venire talvolta tenuto come animale domestico, la sua popolazione ha subito un drastico declino negli anni ’60. Fattori come malattie, perdita di habitat, collisioni stradali e predazione da parte di gatti, cani e volpi invasive hanno contribuito alla sua quasi estinzione sull’isola.
Ma nel 2016, un campione tassidermizzato di un quoll orientale ha riacceso l’interesse per la specie, suggerendo che questi animali potrebbero aver sopravvissuto più a lungo di quanto si pensasse. Oggi, sebbene si ritenga estinto in natura nell’Australia continentale, il quoll orientale prospera in Tasmania, dove la sua popolazione è stimata tra 10.000 e 12.000 individui maturi, secondo la Lista Rossa dell’IUCN.
La ricerca scientifica continua a rivelare un preoccupante trend di declino per queste creature. Un recente studio del 2023 ha confermato una diminuzione drammatica della popolazione di quoll orientali in Tasmania dal 1985, con un calo accentuato negli anni 2000. David Hamilton, ecologo della conservazione, ha sottolineato che sebbene alcune aree abbiano visto un recupero, la maggior parte delle popolazioni continua a diminuire.
Sono in atto iniziative per affrontare queste sfide e gestire la pressione predatoria. Organizzazioni e ONG stanno collaborando per proteggere le popolazioni esistenti e studiare il loro comportamento e habitat. Rob Brewster, manager di rewilding per il consiglio delle specie invasive, ha evidenziato come i gatti siano un grave pericolo per i quoll orientali in Tasmania. I programmi di gestione dei gatti nella regione sono una priorità, poiché il compromesso ciclico con gli interessi di chi possiede gatti domestici ha complicato la questione.
Riprogrammazione e Riuscita: Rilascio di Quoll Orientali
Diverse iniziative mirano a favorire la resilienza delle popolazioni di quoll orientale attraverso programmi di ripristino. Queste attività, colloquialmente note come “rewilding”, stanno diventando sempre più richieste nel contesto della conservazione. A novembre 2020, sono stati rilasciati 20 esemplari allevati in cattività nel Silver Plains, un’area protetta di 6.500 ettari, ma i risultati iniziali non sono stati incoraggianti. Gli individui liberati non hanno contribuito alla nuova popolazione.
Per affrontare le sfide, i ricercatori hanno cambiato approccio. Rilasciando una combinazione di adulti e giovani quoll, hanno finalmente visto il successo: nel 2025, alcuni giovani quoll hanno avuto cuccioli, segno che l’inserimento nella nuova area sta funzionando.
Le prospettive per il rilascio di quoll orientali nel continente, tuttavia, rimangono sfumate. Malgrado il numero promettente di animali allevati, la reintroduzione nell’Australia continentale ha mostrato risultati deludenti. Le strategie di sopravvivenza degli orientali, come il congelarsi anziché fuggire, funzionano bene contro predatori nativi, ma non contro volpi e gatti, che hanno una presenza devastante. Progetti come quello del Sydney Zoo continuano a cercare soluzioni per reintrodurre la specie in aree protette.
La speranza è che, accumulando esperienza e dati dai fallimenti e dai successi, le popolazioni di quoll orientale possano un giorno rioccupare aree significative e contribuire al delicato equilibrio dell’ecosistema australiano, fungendo da importanti scavenger e aiutando a controllare la diffusione delle malattie.
Fonti:
– IUCN Red List
– Morrison, J. et al. (2025). “To Breed or Not to Breed?”. Ecological Management and Restoration, 26(3).
– Cunningham, C. et al. (2023). “Regional patterns of continuing decline of the eastern quoll”. Australian Mammalogy, 45(2). DOI:10.1071/AM22010
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