Narcotraffico e tesoro da 200 milioni, il Riesame lascia in carcere Giacomo Tamburello

Narcotraffico e tesoro da 200 milioni, il Riesame lascia in carcere Giacomo Tamburello

Nell’ambito della stessa indagine sono finiti in carcere anche l’ex moglie e il figlio di Tamburello, residenti in Spagna. Per entrambi è in corso la procedura di estradizione verso l’Italia.

Secondo la ricostruzione investigativa, Tamburello, ex commerciante di abbigliamento, avrebbe costruito a partire dagli anni Ottanta una delle più importanti organizzazioni dedite al narcotraffico internazionale. Nonostante i numerosi arresti e i periodi trascorsi nelle carceri italiane e spagnole, non avrebbe mai interrotto i propri affari nel settore degli stupefacenti, accumulando nel tempo un’enorme fortuna.

L’indagine che ha portato al sequestro del patrimonio è partita dalla segnalazione di una banca di Andorra, insospettita dai consistenti movimenti finanziari presenti sui conti dell’ex moglie dell’indagato. Da quel momento la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha avviato una complessa attività investigativa che ha coinvolto istituti di credito di diversi Paesi europei e paradisi fiscali, consentendo di ricostruire il sistema economico riconducibile alla famiglia Tamburello.

Nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari viene evidenziato come le attività illecite attribuite a Tamburello siano state caratterizzate da un «consapevole rapporto di contiguità funzionale con Cosa nostra», in particolare con la famiglia mafiosa di Campobello di Mazara e con il mandamento di Castelvetrano.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito i rapporti con esponenti di primo piano della mafia trapanese, tra cui Nunzio Spezia, Antonio Messina e Leonardo Bonafede, quest’ultimo appartenente a una famiglia storicamente vicina a quella di Francesco Messina Denaro, padre del boss Matteo. Elementi che, secondo l’accusa, confermerebbero il radicamento dell’organizzazione criminale nel contesto mafioso del Trapanese e i legami consolidati con i vertici di Cosa nostra.

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