Musumeci: “In Sicilia 9 comuni su 10 presentano aree ad alto rischio frane”
Il 26 gennaio il Dipartimento di Protezione civile ha attivato uno stato di presidio operativo a Niscemi, inviando tecnici sul territorio e avviando sopralluoghi con droni per perimetrare l’area rossa e valutare il rischio residuo. È stata inoltre richiesta la collaborazione dell’Agenzia spaziale italiana per acquisire dati satellitari sulla velocità del movimento franoso.
Un centro di competenza dell’Università di Firenze ha già effettuato rilievi per analizzare il meccanismo cinematico della frana e definire i limiti dell’area da interdire alla popolazione.
Coordinamento e supporto alla popolazione
Il Dipartimento esercita funzioni di raccordo tra Regione, Comune e Prefettura di Caltanissetta, supportando gli enti territoriali su viabilità, assistenza alla popolazione e continuità didattica nelle scuole. Gli esperti prevedono che la scarpata possa arretrare ulteriormente di alcune decine di metri, soprattutto in caso di nuove piogge intense, con possibile coinvolgimento di edifici e viabilità strategica.
Al momento non è ancora definita una soluzione per le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, che spetta alle autorità comunali proporre. Il governo continua a monitorare la situazione, garantendo interventi tempestivi e coordinati.
