Le malattie emergenti e il cambiamento climatico minacciano il recupero dei muskoxen nel Canada Artico
Malattie emergenti e minacce per i muskoxen
Le malattie emergenti e il cambiamento climatico stanno ostacolando il recupero dei muskoxen nelle regioni dell’arcipelago artico canadese. Tra il 2009 e il 2014, un nuovo patogeno, denominato Erysipelothrix rhusiopathiae Arctic clone, ha causato morti diffuse tra i muskoxen nelle isole Victoria e Banks. Un’altra epidemia è stata identificata nell’isola d’Ellesmere nel 2021. Dal 2015, la brucellosi, una malattia zoonotica, è apparsa anche nei muskoxen sull’isola di Victoria e in alcune aree della terraferma, con un aumento significativo dei tassi di incidenza.
Grazie a un programma innovativo di sorveglianza della salute degli animali selvatici, che coinvolge cacciatori e trappatori Inuit, scienziati e agenzie governative, queste emergenti malattie sono state identificate e monitorate. I muskoxen rappresentano una fondamentale fonte di cibo per molte comunità Inuit e svolgono un ruolo cruciale nell’ecologia dell’Artico. La loro scomparsa potrebbe compromettere la sicurezza alimentare e la cultura indigena.
La raccolta dei muskoxen nel duro inverno artico
Con l’arrivo dell’inverno nell’Artico canadese, i muskoxen (Ovibos moschatus) abbandonano le valli e si spostano verso le zone più elevate, dove il vento spazza la neve. Allen Niptanatiak, presidente dell’Organizzazione Cacciatori e Trapper di Kugluktuk, racconta in una videochiamata a Mongabay come si svolge questa attività. I cacciatori Inuit si concentrano sulla raccolta delle mucche e dei tori più giovani, lasciando intatti gli animali da riproduzione.
Dopo ore di lavoro a -30 °C, la comunità si riunisce per mangiare e condividere momenti di gioia. Niptanatiak, cacciatore e trappatore Inuit del Nunavut, afferma che «è una benedizione» poter raccogliere cibo per la comunità. I muskoxen, con il loro folto pelo, sono simbolo dell’estremo nord e rappresentano un’importante risorsa culturale e alimentare.
L’arcipelago artico canadese ha visto la popolazione di muskoxen, quasi ridotta all’estinzione all’inizio del 1900, riprendersi dopo il divieto di caccia del 1917. Negli anni ’90, si stimava che la popolazione canadese fosse di circa 108.600 esemplari, di cui il 70% viveva nelle isole Victoria e Banks. Qui, le comunità indigene dipendono dalla caccia per la loro sicurezza alimentare.
Minacce causate dalle malattie emergenti
Dal 2009 al 2014, le carcasse di muskoxen sono state trovate sparpagliate sulla tundra, senza segni di predazione o cause evidenti di morte. Nel 2012, un’indagine più approfondita ha rivelato che il patogeno identificato era Erysipelothrix rhusiopathiae, noto per colpire principalmente suini e pollame, e ora in grado di influenzare negativamente la popolazione di muskoxen. Stando ai dati raccolti, la popolazione di muskoxen sull’isola Banks è passata da 37.000 nel 2010 a meno di 14.000 nel 2014.
Susan Kutz, professoressa presso l’Università di Calgary, definisce «allarmanti» i tassi di mortalità associati a questo patogeno. Nonostante le conseguenze devastanti, un programma di sorveglianza della salute degli animali selvatici condotto in collaborazione con associazioni locali ha consentito di raccogliere dati preziosi e affrontare le emergenti problematiche sanitarie.
Un sistema di allerta precoce nell’Artico
Grazie a un approccio collaborativo, il programma ha contribuito a colmare le lacune di dati sulla salute della fauna in una regione remota e difficile da monitorare. I cacciatori raccolgono campioni di sangue e tessuto dai muskoxen, annotando tutto ciò che potrebbe destare preoccupazione. Solo con il supporto delle comunità locali si è potuto scoprire come e dove si sono verificate le epidemie, facilitando così la gestione e il monitoraggio delle popolazioni animali.
Nel 2021, un team di documentaristi ha trovato numerosi cadaveri di muskoxen sull’isola d’Ellesmere. Il campionamento condotto nel corso degli anni ha rivelato che gli stessi rapporti di mortalità erano causati dal clone artico di Erysipelothrix rhusiopathiae. Questo risultato ha portato a ulteriori indagini e a una comprensione più approfondita delle minacce per la fauna selvatica.
Impatti del cambiamento climatico
Il cambiamento climatico sta complicando ulteriormente la situazione. Le temperature artiche stanno aumentando a un ritmo quattro volte superiore rispetto alla media globale. Questa situazione crea stress fisiologico nei muskoxen e influisce negativamente sulla loro capacità di trovare cibo. Eventi atmosferici come la pioggia che aggrava la neve rendono difficile l’accesso al cibo e possono portare a massicci decessi. Negli inverni del 1993-94 e 2003-04, gli eventi di gelate hanno portato a decessi significativi di muskoxen su Banks Island.
Le modifiche ambientali influiscono anche sulla disponibilità di minerali essenziali per la crescita e la riproduzione dei muskoxen. L’aumento delle temperature e il disgelo del permafrost possono alterare il contenuto minerale del suolo e la disponibilità di nutrienti per le piante, aggravando ulteriormente la crisi.
L’insieme di tutti questi fattori rende il futuro dei muskoxen incerto. Mentre la popolazione globale di muskoxen si attesta attorno a 141.000 esemplari, è fondamentale monitorare l’andamento e le minacce a lungo termine per queste specie iconiche, ossia gli “sopravvissuti dell’era glaciale”.
Fonti ufficiali:
- Kutz, S. J., et al. (2016). “Bacterial genomics reveal the complex epidemiology of an emerging pathogen in arctic ungulates.” Frontiers in Microbiology.
- Rantanen, M., et al. (2022). “The Arctic has warmed nearly four times faster than the globe since 1979.” Communications Earth & Environment.
- Gunn, A. (2020). Esperta di muskoxen.
Questo insieme di informazioni evidenzia la situazione critica che affrontano i muskoxen nell’Artico canadese e sottolinea l’importanza della collaborazione tra scienziati e comunità locali per fronteggiare le sfide emergenti.
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