Le Cause dei Decessi dei Pescatori Migranti
Uno studio recente ha rivelato che i decessi dei pescatori migranti in mare sono principalmente causati da fallimenti sistemici nel lavoro e nella governance, piuttosto che da singoli errori di sicurezza. Questi lavoratori, spesso provenienti da paesi del sud-est asiatico a basso reddito come l’Indonesia, affrontano condizioni di lavoro disumane e violenze fatali mentre operano su navi da pesca in acque lontane. Le ricerche pubblicate nel gennaio 2023 sulla rivista Maritime Studies hanno analizzato casi di pescatori indonesiani deceduti o scomparsi, evidenziando come le morti siano frutto di condizioni di lavoro sistematiche che conferiscono ai capitani il controllo su aspetti fondamentali come cibo e cure mediche.
Le violenze e gli abusi avvengono spesso su navi che operano al di fuori della giurisdizione di qualsiasi stato, rendendo questi luoghi spazi isolati dove i capitani possono esercitare un potere quasi illimitato. Christina Stringer, autrice principale dello studio e direttrice del Centro di Ricerca sulla Schiavitù Moderna all’Università di Auckland, ha sottolineato come l’analisi di queste morti in mare sia stata condotta attraverso il concetto di “necropolitica”. Questo approccio offre una comprensione di come il potere possa manifestarsi attraverso la vita e la morte, utilizzato come strumento di governance.
La Realtà dei Pescatori Indonesiani
Nel corso della ricerca, sono stati documentati 55 casi di pescatori indonesiani scomparsi o deceduti a bordo di navi da pesca lontane, registrando un’ampia varietà di abusi che vanno dalla negazione dei diritti lavorativi e del salario fino a gravi violenze fisiche e sessuali. Queste esperienze di sfruttamento e abuso rendono la vita dei pescatori indonesiani un vero e proprio campo di battaglia, dove i decessi non sono eventi isolati, ma esiti prevedibili di un sistema che prioritizza il profitto sulla vita.
I ricercatori hanno distinto tra decessi “attivi” e “lenti”, dimostrando che le fatalità avvengono sia attraverso la violenza esplicita sia per negligenza prolungata, come malnutrizione, malattie non curate ed esaurimento fisico. Questo approccio aiuta a chiarire il modo in cui i capitani e le aziende di pesca rendono i pescatori migranti facilmente “disponibili” subordinando la loro vita agli interessi economici.
Alfred “Bubba” Cook, direttore politico della ONG Sharks Pacific, ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica e la pressione del mercato per ottenere cambiamenti significativi nel settore della pesca. La mancanza di regole globali vincolanti che impongano la segnalazione delle morti a bordo delle navi di pesca rivela profondi problemi di governance nella pesca a livello internazionale.
Necessità di Riforme Strutturali
Lo studio ha evidenziato che l’applicazione delle normative esistenti non è sufficiente a prevenire le morti dei pescatori migranti. Le indagini deboli, la giurisdizione poco chiara sulle acque internazionali e il limitato adozione della Convenzione del Lavoro in Pesca dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (C188) permettono alle aziende di evitare responsabilità. È essenziale una riforma che comporti una collaborazione più forte tra i paesi che inviano lavoratori, come l’Indonesia, e gli stati bandiera delle navi.
Inoltre, è richiesta una revisione delle decisioni riguardanti la vita e la morte, con misure come porti obbligatori per emergenze mediche e autopsie indipendenti per garantire trasparenza e giustizia. L’Indonesia ha riconosciuto la vulnerabilità dei suoi pescatori migranti e nel 2022 ha emesso un decreto per migliorare le protezioni, allineando gli standard lavorativi con i diritti internazionali.
Il false movimento di riforma potrebbe progredire se i mercati globali dei prodotti ittici riducessero le loro fonti dai pescherecci coinvolti in atti di sfruttamento. Cook ha puntualizzato la necessità di una tracciabilità completa della catena di fornitura, affinchè le navi che abusano dei diritti dei lavoratori non possano operare impunemente. Il dibattito sulla protezione dei diritti dei pescatori migranti è più che mai attuale e richiede azioni concertate a livello internazionale.
In definitiva, la ricerca mette in evidenza una questione fondamentale: la vita dei pescatori migranti non deve essere considerata sacrificabile e le industrie della pesca devono affrontare responsabilità chiare e condivise.
Fonti ufficiali:
- Maritime Studies
- Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL)
- Greenpeace
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