Moo Deng, il ippopotamo pigmeo virale, può salvare la sua specie dall’estinzione?

La Magia degli Animali Virali

I social media amano gli animali carismatici, affascinanti e con cui ci si può identificare. Personalità come Neil, la foca elefante, e Pesto, il gigante pinguino cucciolo, hanno catturato milioni di cuori online. E non dimentichiamo Moo Deng, il vivace cucciolo di ippopotamo pigmeo che è esploso sulla scena verso la fine del 2024. I suoi video virali, in cui si divertiva a combinare piccoli guai nel Khao Kheow Open Zoo in Thailandia, l’hanno trasformata in una sensazione istantanea, dando vita a una miriade di meme, opere d’arte e persino parodie lontano dal suo habitat.

Segui il nostro ultimo episodio di Mongabay Explains per scoprire se diventare famosi su Internet può contribuire alla sopravvivenza di una specie… o addirittura alla sua prosperità.


Il Rizz e l’importanza della Popolarità

Chi non ama un animale virale? Da Neil la foca a Pesto il cucciolo, i loro comportamenti divertenti e bizzarri ci conquistano. Eppure, dietro a questa popolarità, molte di queste creature sono a rischio di scomparire. Moo Deng è un ippopotamo pigmeo, una specie originaria dell’Africa Occidentale, di cui si stima che ne rimangano meno di 3000 individui nel mondo. La domanda che si pone è: può la fama su Internet aiutare una specie a sopravvivere e prosperare?

Il fenomeno Moo Deng è esploso nel 2024, partendo dal suo piccolo recinto in uno zoo thailandese. Una foto di lei sollevata dal suo custode è diventata virale, triplicando il numero di visitatori dello zoo e ispirando una valanga di contenuti, dai meme alla merce. Ma perché è diventata così popolare? La risposta è semplice: “rizz”. Moo Deng possiede le caratteristiche che li rendono umani, come i grandi occhi e il viso tondo che evocano comportamenti di cura negli esseri umani. L’ippopotamo pigmeo è diventato così un’icona per la conservazione della sua specie.


La Partnership per la Conservazione

Per capire se la fama di Moo Deng fosse davvero vantaggiosa per la conservazione della specie, ho contattato il Professor Paris, fondatore di un programma di conservazione per gli ippopotami pigmei. “Cercare fondi per il nostro lavoro di conservazione è difficile, ma poi è arrivata Moo Deng e ha rivoluzionato tutto”, ha detto. Il team di Monique ha collaborato con lo zoo di Moo Deng per raccogliere fondi per la conservazione della specie, creando consapevolezza durante la celebrazione del primo compleanno della cucciola, che ha attirato 12.000 visitatori. Tuttavia, il numero di donazioni è stato esiguo, evidenziando che l’interesse per la specie non è aumentato in modo significativo.

Da allora, vari progetti hanno dimostrato che la fama su Internet può giovare ad alcune specie. Pensiamo a Hermes il Caracal, celebre tra i residenti di Città del Capo, in Sudafrica. Il progetto Urban Caracal ha documentato in che modo la socializzazione e i contenuti sui social media abbiano aumentato l’interesse per la conservazione. Le segnalazioni pubbliche delle avvistamenti di Hermes hanno dimostrato come l’aumento dell’interesse per la specie possa davvero aiutare nella loro protezione.


Prospettive Future per Moo Deng e Altri Animali

La situazione degli ippopotami pigmei è complessa, segnati da minacce come la perdita di habitat, il bracconaggio e i cambiamenti climatici. Per affrontare questi problemi, sono necessarie soluzioni umane. Le iniziative locali, come la Giornata degli Ippopotami Pigmei, hanno mostrato un crescente interesse da parte della comunità per la conservazione, portando alcuni ex bracconieri a diventare conservazionisti, creando posti di lavoro per chi prima rappresentava una minaccia per la specie.

La popolarità di un animale può essere utile, ma non basta a garantire la sua protezione. La conservazione richiede un impegno costante, non una semplice competizione. Anche se Moo Deng non ha ancora portato cambiamenti significativi, gli alleati nella conservazione continuano a lavorare. “Ci sono stati dialoghi tra noi e i partner su come possiamo fare meglio”, ha commentato un membro del team. L’obiettivo finale rimane chiaro: non fermarsi finché l’ippopotamo pigmeo non sarà più una specie in pericolo di estinzione.

Fonti: World Wildlife Fund, International Union for Conservation of Nature.

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Luigi Salemi: