Monreale ricorda le vittime della strage: “Il dolore è ancora vivo, come fosse ieri”
Nel suo intervento, Lorefice ha allargato lo sguardo oltre la tragedia locale, denunciando il ciclo di violenza che attraversa la società contemporanea. “Chi uccide ha un Alzheimer del cuore”, ha affermato, richiamando il magistero di Papa Francesco e di Papa Leone XIV.
Parole dure anche sul contesto più ampio: dalla violenza diffusa alle morti in mare, fino alle piaghe della Sicilia, tra mafia, droga e marginalità sociale. Un’analisi che lega la tragedia di Monreale a un quadro più vasto di crisi morale e civile.
“Scegliere tra il bene e il male”
L’arcivescovo ha poi lanciato un forte appello etico, invitando ciascuno a scegliere tra il bene e il male:
“Ogni uomo deve scegliere tra l’essere mercenario o il pastore buono che custodisce”.
Un monito rivolto anche alle istituzioni e alla società tutta, accusate di essere talvolta terreno fertile per “cattivi maestri” capaci di ingannare soprattutto i giovani. In chiusura, Lorefice si è rivolto direttamente alle nuove generazioni, invitandole a cercare nella fede una strada di speranza e realizzazione: “Volete essere felici? Guardate e seguite Cristo. Non troverete mai uno che lo ha seguito e si sia sentito fallito”.
Un messaggio che unisce memoria e futuro, dolore e speranza, nel tentativo di trasformare una tragedia in occasione di consapevolezza collettiva.
