«Sulla vicenda Mondello non serve né replicare né prendere posizione politica: serve semplicemente accertare lo stato delle cose, nell’esclusivo interesse della tutela della salute pubblica.
Il dato di fatto è che l’autorità competente, l’Asp di Palermo, ha effettuato i propri campionamenti delle acque anche nella zona del Charleston e nell’area indicata dall’onorevole La Vardera, rilevando il rispetto delle norme e dei valori previsti e fornendo, dunque, un dato rassicurante rispetto alla tutela della salute pubblica.
Mi dispiace che un tema che dovrebbe vederci tutti compatti, senza distinzioni, nella tutela dei cittadini diventi invece motivo di contrapposizione politica. È una dinamica che non voglio alimentare e che non appartiene al mio modo di intendere le istituzioni.
A me interessa, su delega del sindaco e nella mia funzione di assessore alla Salute pubblica, sapere innanzitutto che la salute dei cittadini sia tutelata e, in secondo luogo, che vi sia una vigilanza costante sullo stato delle acque. Per questo ritengo pienamente credibile l’attività dell’Asp e del personale coinvolto, che opera con serietà, scrupolo e professionalità.
Ci teniamo fuori da qualsiasi diatriba o strumentalizzazione politica sul caso Italo-Belga-La Vardera. Chi amministra deve guardare ai fatti, ai dati e al rispetto della legge.
E oggi il dato certo è uno: il campionamento effettuato dall’autorità sanitaria non indica sforamenti dei valori nella zona segnalata. È questo ciò che interessa a tutti: sapere se l’area oggetto di attenzione sia o meno pregiudicata sotto il profilo della qualità delle acque. E, nero su bianco, sulla base dei valori rilevati dall’Asp, oggi non lo è. Questo è un dato di fatto.
Al tempo stesso, è un dato di fatto che la segnalazione dell’onorevole La Vardera risale al 27 luglio e che, per quanto ci risulta, questa informazione non è stata portata tempestivamente all’attenzione delle autorità competenti in materia di salute pubblica.
Credo che chi ha come interesse preminente la tutela della salute pubblica non possa trattenere per sé per giorni un’informazione potenzialmente così importante e preziosa per la collettività. Se la natura della segnalazione fosse risultata fondata, si sarebbe potuto correre il rischio di compromettere la salute delle persone. Questo, sul piano della responsabilità istituzionale, non è accettabile.
Allo stesso modo, ritengo che non sia responsabile alimentare un allarme che ha interessato migliaia di persone senza che vi fossero ancora gli accertamenti delle autorità competenti. Chi ricopre ruoli pubblici e istituzionali dovrebbe essere un garante del buon funzionamento delle istituzioni, non contribuire a gettare discredito o ombre sul loro operato, come è avvenuto nei confronti del Comune di Palermo e persino dell’Asp.
Qui non è una questione di maggioranza o minoranza. Non è un gioco della politica. È una questione di responsabilità istituzionale e pubblica, sulla quale credo che tutti dovremmo trovare una convergenza.
Per quanto mi riguarda, basta con il balletto delle repliche e con i giochi politici. Non è questo il fine. Il fine deve essere uno solo: accertare i fatti, tutelare la salute dei cittadini, garantire il rispetto della legge e avere fiducia nelle autorità sanitarie che, con il loro lavoro, hanno il compito di dirci come stanno realmente le cose».
Lo dichiara l’assessore all’igiene e alla sanità del Comune di Palermo Fabrizio Ferrandelli.