Mondello e Italo-Belga, oggi la sentenza tra polemiche e sit-in

La vicenda della spiaggia di Mondello è ormai diventata molto più di una controversia amministrativa: è un caso simbolico che intreccia diritto, politica, ordine pubblico e il modo stesso in cui si immagina la fruizione del mare a Palermo. Al centro dello scontro c’è la storica concessione della società Italo-Belga, attiva da oltre un secolo sull’arenile palermitano.

Il nodo della concessione e la decadenza

La Regione Siciliana aveva dichiarato la decadenza della concessione alla Italo-Belga, dopo una serie di contestazioni che riguardano presunte irregolarità nella gestione e nell’affidamento dei servizi, oltre a profili legati al rischio di infiltrazioni mafiose. In particolare, è stata attivata anche una misura di “prevenzione collaborativa”, distinta dall’interdittiva antimafia, che ha previsto l’invio di esperti nominati dalla Prefettura per monitorare e bonificare la gestione.

La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica e mediatica, anche per il ruolo di alcune figure pubbliche che hanno spinto per una revisione della concessione e per una maggiore trasparenza nella gestione dell’arenile.

Il ribaltamento del Consiglio di giustizia amministrativa


Il punto di svolta è arrivato con l’intervento del presidente del Consiglio di giustizia amministrativa (CGA), che con un’ordinanza monocratica ha sospeso la revoca disposta dalla Regione, consentendo alla società di rientrare temporaneamente in gestione.

La decisione è stata motivata dalla necessità di evitare un possibile vuoto gestionale, considerato potenzialmente rischioso per l’ordine pubblico e la sicurezza della spiaggia. Una scelta che ha suscitato forti reazioni, perché ha di fatto ribaltato la decisione del TAR, riaprendo uno scenario ancora incerto.

Successivamente, il provvedimento è stato confermato e la questione è approdata alla trattazione collegiale del CGA, chiamato ora a decidere sulla sospensione cautelare della decadenza.

Il sit-in sulla spiaggia di Mondello


Nel frattempo, la spiaggia è diventata anche un luogo di mobilitazione simbolica. Alla vigilia della decisione dei giudici amministrativi, è stato organizzato un sit-in con una veglia civile direttamente sull’arenile di Mondello.

Al presidio hanno partecipato diversi esponenti politici e attivisti, tra cui Ismaele La Vardera, deputato regionale e leader del movimento Controcorrente, e Matteo Hallissey, presidente di +Europa. Con loro erano presenti anche Sonia Alfano, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, esponenti politici e consiglieri comunali, insieme ad associazioni come WWF, Legambiente e Libera, oltre a cittadini e rappresentanti di realtà civiche.

La mobilitazione ha avuto un carattere pacifico e simbolico, con una presenza notturna sul lido in attesa della pronuncia del CGA.

Regione e Comune tra attesa e pianificazione

Parallelamente al contenzioso, Regione e Comune hanno avviato un piano alternativo per la gestione della spiaggia, nel caso in cui la concessione venisse definitivamente revocata. Sono stati predisposti anche bandi per la suddivisione dell’area in più lotti, ma al momento tutto è sospeso in attesa della decisione del CGA.

L’incertezza giuridica sta frenando anche eventuali investimenti e programmazioni per la stagione estiva.

Una decisione che vale più di una spiaggia

Il cuore della vicenda non riguarda soltanto la titolarità di una concessione, ma il modello di gestione del demanio marittimo: spiaggia totalmente pubblica o affidata in parte a soggetti privati per servizi e organizzazione?

Il CGA è chiamato a decidere su una richiesta cautelare, ma l’impatto della sua scelta è già immediato: da essa dipende la gestione della stagione balneare e l’assetto futuro di uno dei luoghi simbolo del turismo palermitano.

Nel frattempo, Mondello resta sospesa tra due visioni contrapposte: da un lato la stabilità garantita dalla concessione storica, dall’altro l’idea di una spiaggia più libera e accessibile, sottratta a una gestione privata radicata da decenni.

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