Mines e dighe minacciano la fauna selvatica in un santuario cambogiano.

Minacce al Santuario Faunistico di Lumphat

Da quando sono state concesse autorizzazioni minerarie a cinque aziende nel 2020, il Santuario Faunistico di Lumphat, in Cambogia, ha subito pressioni senza precedenti. Le attività di estrazione di marmo, avviate nel 2021, hanno già devastato vaste aree boschive, creando laghetti pieni d’acqua e lasciando migliaia di blocchi di marmo pronti per essere spediti. Funzionari governativi e rappresentanti delle aziende non hanno risposto alle richieste di intervista, ma i residenti locali e i capi comunitari denunciano di non essere stati consultati e di non aver ricevuto compensi adeguati per le terre strappate dalle cave.

La situazione è emblematicamente aggravata dall’agricoltura industriale e da un progetto idroelettrico pianificato, che minaccia ulteriormente la biodiversità e i diritti delle comunità locali.


Il Caso di Sre Chhuk

Nel villaggio di Sre Chhuk, un’area tranquilla nel nord-est della Cambogia, Vorn Pang e Sao Thorn credevano che le loro terre fossero sicure dal rischio di sfruttamento. Nel 2018, i funzionari e le ONG ambientali avevano designato il loro terreno come parte dell’Area Protetta della Comunità di Veal Kambor, assegando ai villaggi diritti di gestione delle risorse per 15 anni in cambio di pattugliamenti e gestione delle foreste circostanti. Tuttavia, a partire dal 2020, segni di sfruttamento stavano emergendo. Le aziende minerarie hanno ottenuto concessioni all’interno della zona comunitaria, senza alcuna consultazione o compensazione per gli agricoltori locali.

“Nel 2021 si è tenuto un incontro con il Ministero dell’Ambiente e le aziende per discutere i risarcimenti, ma, a distanza di anni, non abbiamo ancora ricevuto nulla,” ha dichiarato Pang, esprimendo frustrazione per la mancanza di chiarezza e azione. Le immagini satellitari rivelano un incremento delle attività estrattive nella zona di Veal Kambor dal 2021, sottolineando la vulnerabilità di un ecosistema già in pericolo.


Ogni anno, l’area protetta sostiene una perdita massiccia di copertura forestale, con un calo del 50% della foresta primaria tra il 2010 e il 2024, secondo i dati di Global Forest Watch. Questo ha un impatto diretto sulle comunità locali e sulla fauna selvatica, mettendo a rischio molte specie vulnerabili.

L’espansione del Santuario Faunistico di Lumphat è stata vista inizialmente come una vittoria per la conservazione. Tuttavia, le concessioni economiche hanno portato a tensioni tra la comunità e le autorità, con molte nuove zone protette in cui i residenti non sono stati adeguatamente consultati. “Le aree di uso sostenibile sono solo un modo per dire ‘aperte allo sviluppo’,” ha affermato il geo-agronomista Jean-Christophe Diepart, sottolineando come la conservazione e lo sviluppo non coesistano.»


Il Santuario di Lumphat è un habitat cruciale per diverse specie a rischio, come il ibis gigante e l’elefante asiatico. Le comunità locali, come quelle di Sre Chhuk e Thmey, hanno visto le loro terre erose da pratiche agricole industriali e dalle cave, in un contesto di crescente sfruttamento delle risorse.

Ora, l’ombra di un nuovo progetto idroelettrico minaccia non solo la biodiversità, ma anche le vite di migliaia di famiglie, in quanto la proposta di una diga da 376 megawatt sul fiume Srepok rischia di allagare zone chiave del Santuario. La sua realizzazione comporterebbe la perdita di terreni cruciali anche per la protezione delle specie in pericolo.


Le Conseguenze delle Attività Minerarie

Attualmente, circa 13.000 persone, tra cui gruppi etnici indigeni, vivono all’interno del Santuario. Nonostante la creazione di Aree Protette della Comunità nel 2017 e il ruolo di NGO nella loro gestione, molte di queste zone sono minacciate da concessioni minerarie che operano in maniera illegittima. La situazione è aggravata da una mancanza di trasparenza riguardante le autorizzazioni minerarie e le valutazioni di impatto ambientale.

Organizzazioni locali come NatureLife Cambodia stanno cercando di monitorare le attività illegali e promuovere la protezione delle risorse naturali, ma le difficoltà persistono. Le informazioni su concessioni minerarie in queste aree rimangono limitate e le richieste di accesso per valutazioni di impatto ambientale hanno spesso ricevuto risposte negative.


La lotta dei residenti di Lumphat continua, mentre cercano di preservare la loro terra e il loro modo di vivere. Gli abitanti delle comunità, come Vorn Pang e Sao Thorn, sono determinati a proteggere le loro foreste e le specie in pericolo. Le loro storie e il loro lavoro di protezione della natura sono essenziali per la lotta contro le violazioni dei diritti e la sostenibilità delle risorse naturali in Cambogia.

Fonti:
– Global Forest Watch: [www.globalforestwatch.org](https://www.globalforestwatch.org)
– NatureLife Cambodia: [www.naturelifecambodia.org](https://www.naturelifecambodia.org)

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: