Minaccia all’Orangotango Sumatrano nel Parco Jantho
Nuove analisi condotte dal gruppo ambientalista indonesiano più grande, il Forum Indonesiano per l’Ambiente (Walhi), rivelano che i minatori d’oro illegali hanno invaso la riserva forestale di Jantho, un luogo fondamentale per la reintroduzione degli orangotango di Sumatra, specie in pericolo critico di estinzione. La situazione è ulteriormente complicata dall’aumento del prezzo dell’oro, spinto da una corsa globale da parte degli investitori a proteggere il proprio capitale dall’inflazione e dall’instabilità geopolitica, suscitata anche dalle politiche del governo Trump e dall’invasione russa dell’Ucraina.
Secondo le analisi satellitari, l’area compromessa dai minatori d’oro all’interno della riserva di Jantho supera i 14 ettari, corrispondenti a circa 20 campi da calcio. 13 villaggi locali si sono uniti contro l’attività mineraria, segnalando i minatori alle autorità competenti.
La Lotta per la Salvaguardia della Biodiversità
La riserva di Jantho è stata istituita oltre 15 anni fa come area di reintroduzione per gli orangotango, dopo che nel 2011 gli ambientalisti hanno iniziato a rilasciare animali appena salvati dal commercio illegale. La Missione di Conservazione dell’Orangotango di Sumatra (SOCP) ha liberato quasi 200 orangotango in questa regione, rendendola uno dei luoghi di rilascio più di successo in Indonesia. La scelta della riserva è stata dettata dalla presenza di alberi di fico, una risorsa alimentare fondamentale per gli orangotango, e dalla sua vicinanza all’Ecosistema Leuser, habitat di molti orangotango rimasti in libertà.
La recente analisi di Walhi ha mostrato che, tra il 2023 e maggio 2026, circa 14 ettari della Riserva Naturale di Jantho sono stati danneggiati da estrazioni minerarie illegali, coincidendosi con un raddoppio del prezzo dell’oro, passato da circa 1.928 dollari l’oncia all’inizio del 2023 a oltre 4.600 dollari nel maggio 2026.
I minatori, per lo più operanti illegalmente, causano non solo danni ambientali ma anche sociali, mettendo a rischio l’approvvigionamento di acqua potabile e la salute delle comunità locali. Hanif, portavoce di una coalizione di gruppi attivisti, ha sottolineato l’impatto crescente delle attività minerarie nei tre anni passati, evidenziando fonti locali che rivelano come l’accesso ai siti minerari illeciti derivi dall’area di Tangse, nel distretto di Pidie.
Le comunità locali hanno segnalato le operazioni illegali delle autorità competenti, come la polizia del distretto di Aceh Besar e il dipartimento di conservazione provinciale (BKSDA). Durante un’operazione congiunta tra il 16 e il 20 giugno, sono state effettuate ispezioni ai siti sospetti, ma non è stata trovata attrezzatura pesante in funzionamento. Tuttavia, il team ha messo cartelli di avvertimento e distrutto un accampamento minerario.
La preoccupazione maggiore riguarda la contaminazione dell’acqua nel bacino del fiume Krueng Aceh, che potrebbe compromettere una risorsa idrica cruciale per le comunità circostanti. La crescente inquinamento ingenera timori per la sicurezza alimentare e la salute pubblica, toccando nello specifico l’accesso all’acqua potabile e agli approvvigionamenti per l’agricoltura.
Nonostante le sfide, ci sono segnali di speranza. Nella Riserva di Jantho, è stata confermata la nascita di Bulan, una femmina di orangotango reintrodotta nella giungla sette anni fa, diventando così madre. Questo segna l’undicesima nascita registrata nel progetto di reintroduzione, offrendo una nuova speranza per la creazione di popolazioni auto-sostenibili di orangotango in libertà.
Le autorità locali, rappresentate da Ujang Wisnu Barata, capo del BKSDA, hanno dichiarato che continueranno a monitorare le aree di conservazione attraverso pattugliamenti di routine, collaborando con le forze dell’ordine e i governi locali per prevenire attività minerarie illecite.
L’Organizzazione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha avvertito che se il tasso di declino delle popolazioni di orangotango, registrato dal 1985, dovesse continuare, si prevede un calo superiore all’80% nell’arco di tre generazioni. È fondamentale pertanto agire con decisione per tutelare questa specie e il suo habitat.
Secondo una valutazione dell’IUCN del 2017, si stimava che rimanessero in natura 13.846 orangotango di Sumatra, dati certamente meritevoli di aggiornamenti tenendo conto della situazione attuale e dei pericoli che questi animali affrontano. La conservazione della biodiversità deve diventare una priorità per le autorità governative e le comunità locali.
Per approfondire, è possibile consultare il sito ufficiale della IUCN e del Walhi per ottenere informazioni aggiornate e dettagliate sulla situazione degli orangotango in Indonesia e gli sforzi di conservazione.
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