Microbi delle cortecce australiane riducono gas serra e sostanze tossiche con la loro azione.

Scoperta Sui Microbi Nella Cortica degli Alberi Australiani

Uno studio recente condotto in Australia ha rivelato che la corteccia di alberi comuni ospita una varietà straordinaria di comunità microbiche. Si stima che ogni albero possa contenere trilioni di microbi. La ricerca ha dimostrato che molte di queste specie microbiche sono specializzate nella metabolizzazione di gas atmosferici come metano, idrogeno, monossido di carbonio e composti organici volatili (COV). Essendo il metano un potente gas serra e il monossido di carbonio un inquinante per la salute umana, questi risultati pongono una nuova luce sul ruolo degli alberi nella regolazione del clima.

Lo studio ha scoperto che i microbi presenti nella corteccia degli alberi svolgono un ruolo significativo nel ciclo dei gas atmosferici, contribuendo potenzialmente a riassestare le stime sui benefici climatici delle foreste globali. Identificare le specie arboree che ospitano i microbi più efficaci nel contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento potrebbe rivelarsi essenziale per sviluppare strategie di riforestazione più efficaci.

Un Nuovo Paradigma per la Comprensione del Ruolo degli Alberi

La corteccia degli alberi era in passato vista come un semplice rivestimento protettivo, privo di vita microbica significativa. Recentemente, però, le ricerche hanno dimostrato che i microbi non solo prosperano sulla corteccia, ma assorbono anche metano, un fenomeno di rilevanza globale. Questo ha spinto i ricercatori delle università di Monash e Southern Cross a indagare se le comunità microbiche della corteccia potessero utilizzare e assorbire anche altri gas atmosferici comunemente presenti, portando a risultati sorprendenti.

Il team di ricerca ha campionato la corteccia di otto specie di alberi australiani, raccogliendo dati da vari biomi nel sud-est subtropicale dell’Australia. Utilizzando metagenetica e misurazioni di flusso di gas, hanno analizzato la composizione dei microbi presenti e il loro ruolo nel metabolizzare i gas atmosferici.


I risultati hanno evidenziato che la corteccia era ricca di microbi capaci di metabolizzare metano, idrogeno, monossido di carbonio e COV. È interessante notare che il metano ha un potere serra almeno 20 volte superiore rispetto all’anidride carbonica. I dati indicano inoltre che le comunità microbiche analizzate erano uniche per la corteccia e differivano nettamente da quelle presenti nel suolo circostante o nell’acqua, con alcune specie microbiche della corteccia mai descritte in precedenza.

La ricerca ha rilevato che la quantità di microbi presenti nella corteccia può arrivare fino a 6 trilioni per metro quadrato. Questi microbi sono cruciali per la digestione dell’idrogeno, un gas che, sebbene non sia un gas serra diretto, contribuisce all’aumento della concentrazione di metano e di altri gas serra nel clima globale.

“Questa scoperta rielabora completamente la nostra comprensione, mostrando che gli alberi non si limitano ad assorbire CO2, ma grazie ai microbi sulla loro superficie possono anche rimuovere altri gas serra”, afferma Pok Man Leung, co-autore dello studio. Questo suggerisce che gli alberi potrebbero avere un impatto climatico enorme e che ci siano molte opportunità per mitigarne i cambiamenti.


Inoltre, i ricercatori hanno identificato enzimi specifici che indicano quale tipo di nutrimento i microbi sono in grado di digerire. Sebbene gli alberi delle zone umide siano più inclini a ospitare batteri specializzati nel metano, tutti gli alberi campionati contenevano microbi in grado di metabolizzare l’idrogeno.

La superficie totale della corteccia degli alberi nel mondo è paragonabile a quella di tutte le terre emerse. La ricerca suggerisce che i microbi presenti nella corteccia degli alberi potrebbero rimuovere tra lo 0,8% e il 2% dell’idrogeno atmosferico totale all’anno.

“I risultati di questo studio ampliano la nostra comprensione del microbioma degli alberi e mostrano che la corteccia ospita popolazioni microbiche in grado di metabolizzare i gas atmosferici, inclusi i metano”, afferma Lisa Stein, un’esperta di microbiologia del cambiamento climatico che non ha partecipato alla ricerca. “Rappresenta una conferma che viviamo in un mondo principalmente microbico, in armonia con ogni forma di vita ed ecosistema del pianeta”.

Prospettive Future e Implicazioni Pratiche

Un importante obiettivo futuro per i ricercatori sarà quello di ampliare la portata di questo studio ad altri habitat nel mondo. Attualmente, il team delle università Southern Cross e Monash sta esaminando i microbi nella corteccia degli alberi nelle aree tropicali dell’Australia. Inoltre, si stanno investigando possibili interazioni tra alcuni microbi e l’ossido nitrico, un altro potente gas serra.

Anche gli effetti dei cambiamenti climatici sui microbi presenti nella corteccia sollevano interrogativi interessanti. Se le condizioni più umide, causate dai cambiamenti climatici, portassero a inondazioni delle foreste, si potrebbe verificare un ciclo di retroazione negativa che trasformerebbe i microbi da assorbitori a produttori di gas.

Le scoperte attuali offrono anche spunti per applicazioni pratiche. Identificare quali specie arboree ospitano microbi specifici in grado di assorbire gas potrebbe aiutare a selezionare gli alberi più efficaci per gli sforzi di riforestazione. Piantare le specie giuste nelle aree urbane potrebbe ridurre la presenza di inquinanti come monossido di carbonio e COV, migliorando così la qualità dell’aria.

“L’obiettivo finale è trovare l’albero giusto e le migliori condizioni che promuovono la capacità degli alberi e dei microbi di proteggere il nostro clima”, conclude Leung.

Fonti ufficiali:
– Leung, P. M., Jeffrey, L. C., et al. (2026). Bark microbiota modulate climate-active gas fluxes in Australian forests. Science.
– Stein, L. (2023). Environmental Microbiology Insights. University of Alberta.

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Luigi Salemi: