Messina Denaro comunicava con la famiglia tramite lettere e video: indagate le sorelle del boss

Messina Denaro comunicava con la famiglia tramite lettere e video: indagate le sorelle del boss

Secondo quanto ricostruito dalla Dda, Messina Denaro aveva ideato due diversi sistemi per restare in contatto con la famiglia.

Il primo, ribattezzato dal boss stesso “Operazione Condor” — dal nome del cane di famiglia — prevedeva scambi diretti di lettere, denaro e oggetti almeno due volte l’anno. Gli incontri avvenivano in una campagna di Castelvetrano riconducibile alla famiglia Messina Denaro e nella disponibilità della sorella Rosalia.

In alcune occasioni sarebbe stato lo stesso latitante a recarsi sul posto, in altre avrebbe inviato uomini fidati per ritirare o consegnare il materiale.

Il sistema “Van Gogh” e le lettere inviate per posta

Il secondo metodo di comunicazione, denominato “Van Gogh” o “altra via”, consisteva invece in un tradizionale scambio di missive tramite posta ordinaria.

Le lettere venivano spedite all’abitazione di Giovanna Messina Denaro, in via Piave, utilizzando mittenti fittizi. Secondo gli inquirenti, la casa della donna era diventata “una vera e propria centrale operativa” dalla quale le sorelle Giovanna, Bice e Rosalia si coordinavano per eseguire le direttive del boss.

La lettura dei pizzini avveniva nel bagno dell’abitazione, probabilmente per evitare intercettazioni o controlli esterni.

Il sistema fu scoperto dalla polizia mentre gli scambi erano ancora in corso, ma il latitante decise improvvisamente di interrompere ogni comunicazione. L’ultima lettera venne spedita all’abitazione della sorella Bice e conteneva proprio l’ordine di bloccare l’intero flusso comunicativo.

I video inviati al boss durante la latitanza


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