Mercati del carbonio: successo e sostenibilità per le comunità del Sud del mondo.

L’importanza delle foreste e il mercato del carbonio

Le foreste del mondo offrono servizi ecosistemici fondamentali, catturando e immagazzinando enormi quantità di anidride carbonica. Sono sotto enorme pressione e necessitano di incentivi economici sostenuti per sopravvivere. Ma perché il mercato volontario del carbonio ha costantemente fallito nel supportare la conservazione delle foreste e delle comunità locali? Questo interrogativo è al centro di un recente articolo di opinione.

Secondo l’autore, “I servizi ecosistemici forniti dalle foreste valgono qualcosa e le persone che vivono e proteggono queste aree devono essere i principali beneficiari di quel valore.” Qualsiasi altra soluzione non è conservazione, ma una nuova forma di sfruttamento.


Le sfide del mercato volontario del carbonio

Negli ultimi dieci anni, il settore ha affrontato prove crescenti che molti crediti di carbonio, soprattutto quelli emessi per la conservazione delle foreste nel Sud del mondo, non hanno prodotto i risultati climatici promessi. Ci sono casi ben documentati di danni sociali a comunità indigene e locali. Le analisi scientifiche hanno ripetutamente dimostrato che le metodologie utilizzate per calcolare le riduzioni delle emissioni erano suscettibili a sovrastime significative.

Un’indagine condotta nel 2023 da The Guardian e altre testate ha rivelato che la maggior parte dei crediti di offset delle foreste certificati da Verra, il principale certificatore di crediti di carbonio, non rappresentava vere riduzioni delle emissioni. La lezione per le aziende che acquistano crediti di carbonio come parte di una strategia di sostenibilità è chiara: non tutti i crediti sono uguali, e la sola certificazione non garantisce un impatto reale.


Nonostante i fallimenti tecnici siano da affrontare, il problema più profondo del mercato del carbonio è la mancanza di attenzione ai beneficiari reali dei progetti. Le comunità locali sono spesso viste come complicazioni da gestire piuttosto che come attori centrali di strategie di conservazione sostenibili.

Le conseguenze di questo approccio esclusivo sono state devastanti per molte comunità in tutto il mondo. La ricerca pubblicata su The Lancet Planetary Health ha documentato modelli di esproprio, spostamento forzato e conflitti legati a progetti di carbonio in diverse aree, evidenziando la mancanza di un consenso informato e libero.


Ripensare il modello di conservazione

Il fallimento dei mercati globali del carbonio non è solo tecnico, ma strutturale. L’attuale modello è stato progettato per massimizzare i profitti per i promotori dei progetti, riducendo i costi del carbonio per i compratori aziendali, il che spesso significa minimizzare la quota che raggiunge le comunità di cui il carbonio dipende.

Perché i mercati del carbonio possano funzionare come una vera soluzione ai problemi climatici e di conservazione, è necessario un cambiamento sostanziale. Questo implica aderire a principi fondamentali come il fatto che le comunità locali devono essere i principali beneficiari. In un sistema in cui il valore di una foresta dipende interamente dalle persone che vi vivono e la proteggono, è fondamentale che questi individui ricevano la maggior parte dei benefici finanziari, e non una quota marginale dopo che altri attori hanno preso la loro parte.


Inoltre, i contratti devono riflettere il consenso genuino e devono essere rinnovabili, evitando di diventare trappole generazionali. Un contratto firmato in condizioni di informazione limitata e squilibrio di potere non può considerarsi un vero consenso.

Un esempio positivo è rappresentato dal programma Carbono Biodiverso, sviluppato nella Riserva della Biosfera della Sierra Gorda in Messico. Questo programma è stato ideato per rispondere alle esigenze locali e si basa su un protocollo che permette agli emittenti industriali di ridurre la propria base imponibile attraverso progetti di conservazione certificati. La struttura del programma garantisce che la maggior parte delle transazioni di carbonio fluisca direttamente a chi protegge la foresta, piuttosto che a investitori distanti.


Carbono Biodiverso dimostra che conservazione e sviluppo economico non sono obiettivi contraddittori, ma possono essere rinforzati reciprocamente. La protezione delle foreste diventa così un’opportunità economica genuina per le comunità locali.

Alla fine, i mercati del carbonio devono essere ricostruiti attorno a priorità diverse: i servizi ecosistemici delle foreste sono preziosi, e le persone che vivono e proteggono queste aree devono essere i principali beneficiari di tale valore. Solo così possiamo evitare di cadere nella trappola di un nuovo sfruttamento.

Fonti:

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Luigi Salemi: