Il 10 gennaio 2026, negli spazi del Four Points by Sheraton di Catania, la medicina tradizionale e la medicina naturale si incontrano in un evento scientifico che segna un passaggio culturale e professionale sempre più attuale. Il congresso, dal titolo La medicina tradizionale incontra la medicina naturale, nasce con l’obiettivo di superare contrapposizioni ormai anacronistiche e promuovere un confronto concreto, fondato sull’esperienza clinica, sui risultati e su una visione integrata della cura, realmente centrata sulla persona.
Un dialogo scientifico per superare le contrapposizioni
A coordinare scientificamente il progetto sono il professor Massimiliano Veroux, dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale e del Centro Trapianti dell’Università di Catania, e la dottoressa Giordana Proto (CH), BSc naturopata olistica e coach nutrizionale. L’intento è quello di favorire un dialogo strutturato tra discipline diverse, mettendo al centro il paziente e la possibilità di costruire percorsi terapeutici personalizzati, capaci di rispondere in modo più completo ai bisogni di salute.
«Oggi tutti i campi della medicina non possono più essere considerati compartimenti separati», sottolinea il professor Veroux. «La direzione è quella di una medicina disegnata sul paziente, un abito cucito su misura, nel quale la medicina naturale rappresenta un elemento fondamentale. Non si tratta di alternative, ma di strumenti complementari che, se integrati, permettono di ottenere risultati migliori, soprattutto nel benessere di pazienti cronici o oncologici».
Una visione integrata che guarda al futuro della cura
Il percorso di integrazione tra medicina tradizionale e naturale affonda le sue radici nella storia, ma guarda con decisione al futuro. «La medicina naturale ha una tradizione millenaria e negli ultimi anni ha mostrato risultati sempre più evidenti», aggiunge il professor Veroux. «La resistenza iniziale della medicina tradizionale si sta progressivamente sgretolando perché il metodo scientifico si basa sui risultati, e i risultati stanno arrivando. L’introduzione della medicina naturale anche in contesti istituzionali rappresenta un valore aggiunto e un segnale di apertura verso nuove realtà di cura».
Sulla stessa linea la dottoressa Giordana Proto, che evidenzia il valore della visione olistica del paziente, inteso come un insieme di corpo, emozioni e dimensione psicosomatica. «Medicina naturale e medicina allopatica oggi si fondono, anche se in Italia con un certo ritardo», spiega. «Non parliamo più solo di funzionalità, ma di un approccio completo e condiviso, che diventa risolutivo in molte patologie e supera il concetto di protocollo rigido».
Nella pratica clinica quotidiana, questa collaborazione produce effetti concreti, riconosciuti anche dai pazienti. «Nei trattamenti farmacologici prolungati, la medicina naturale supporta la gestione dell’epatotossicità e la protezione del microbiota intestinale», conclude la dottoressa Proto. «Le due medicine collaborano e i pazienti si sentono finalmente al centro del percorso di cura». Il congresso del 10 gennaio rappresenta così un momento di confronto scientifico e culturale, capace di costruire un ponte stabile tra saperi diversi, con un unico punto fermo: la salute della persona.