Maturità 2026 al via in Sicilia, oltre 42 mila studenti alle prese con la prima prova

Maturità 2026 al via in Sicilia, oltre 42 mila studenti alle prese con la prima prova

Questa mattina, alle 8.30, è scattata ufficialmente la prima prova scritta di Italiano per oltre 42 mila maturandi dell’Isola, chiamati ad affrontare l’esame di Stato nella nuova formula introdotta dalla riforma del ministro Giuseppe Valditara.

Sono esattamente 42.685 gli studenti siciliani ammessi agli esami. Non ce l’hanno fatta invece 1.640 ragazzi, esclusi a causa di insufficienze o assenze eccessive. Una percentuale, quella dei non ammessi, che in Sicilia raggiunge il 3,7%, superiore alla media nazionale del 3,2%.

La notte prima degli esami tra riti, pronostici e paure

Da Palermo a Catania, la vigilia è stata vissuta tra emozioni contrastanti. C’è chi ha trascorso gli ultimi giorni chiuso in casa a ripassare, chi ha studiato insieme ai compagni o in videochiamata e chi, invece, ha preferito condividere l’ansia con gli amici nei tradizionali ritrovi organizzati davanti alle scuole o nelle piazze delle città.

Davanti al liceo Cannizzaro di Palermo, tra casse bluetooth e microfoni improvvisati, gli studenti hanno trasformato la tensione in festa. «Mi sento tranquillo, spero in una traccia di attualità o politica che mi permetta di esprimermi al meglio», racconta Davide Canzone.

In questi giorni il classico “toto-tracce” ha accompagnato la preparazione dei maturandi. Tra le ipotesi più gettonate figurano l’intelligenza artificiale, i conflitti internazionali, il voto alle donne, la letteratura del Novecento con autori come Ungaretti e Pirandello e i grandi temi della Repubblica italiana.

All’istituto Danilo Dolci gli studenti hanno persino organizzato il “barattolo del futuro”, inserendo un foglietto con la traccia ritenuta più probabile. «Ci aspettiamo qualcosa sulla Repubblica, che quest’anno celebra gli ottant’anni, oppure sulle crisi internazionali», spiega Mattia Conte.

Diplomarsi oggi tra nuove sfide e futuro da costruire

L’esame 2026 si articola in due prove scritte e in un colloquio rinnovato dalla recente riforma. Nel frattempo, gli uffici scolastici provinciali sono stati impegnati nelle sostituzioni di commissari e presidenti di commissione che hanno rinunciato all’incarico. Solo a Palermo e provincia è stato necessario sostituire il 6% dei presidenti di commissione, pari a 19 nomine.

Dai dati emerge inoltre un fenomeno sempre più evidente: cresce il numero dei candidati privatisti, studenti lavoratori che scelgono di prepararsi autonomamente per conseguire il diploma. Nelle scuole statali siciliane rappresentano ormai circa l’11% dei candidati.

Parallelamente, le scuole paritarie registrano un calo degli iscritti agli esami di maturità, con una flessione complessiva dell’11%, anche a seguito dei controlli e delle verifiche avviate negli ultimi anni dall’assessorato regionale all’Istruzione.

Al di là delle statistiche, però, resta il significato personale di un traguardo che segna la fine dell’adolescenza e l’inizio di una nuova fase della vita. «Il voto è importante perché premia gli sforzi fatti, ma conta fino a un certo punto. Adesso inizia una nuova vita e sta a noi scegliere la direzione da prendere», racconta Antonino Capizzi, che ha già deciso di iscriversi a Scienze Politiche all’Università di Palermo.

Per migliaia di giovani siciliani il futuro è ancora tutto da scrivere. Ma prima ci sono le tracce da affrontare, gli elaborati da consegnare e quel misto di paura ed entusiasmo che da generazioni accompagna la notte più lunga dell’anno scolastico. E che, ancora una volta, ha avuto la colonna sonora di sempre: «Questa notte è ancora nostra».

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