La Protezione degli Oceani per Salvare Squali e Raggi
Un nuovo rapporto rivela l’importanza di 816 aree oceaniche da proteggere per favorire il recupero delle popolazioni di squali e raggi. Durante decenni di sovrasfruttamento, queste specie hanno subito un notevole declino, rendendo urgente l’implementazione di misure di conservazione. Le aree designate, che includono luoghi chiave per attività come la riproduzione di specie minacciate, sono accessibili al pubblico attraverso un atlante online. Secondo l’autore principale, le zone protette rappresentano meno del 3% della superficie oceanica per le nove regioni dove è stata condotta la ricerca, dimostrando che la conservazione degli squali e dei raggi è un obiettivo concreto e realizzabile.
Il rapporto “Ocean Travellers,” pubblicato a dicembre dalla IUCN, l’autorità globale per la conservazione della fauna selvatica, è stato annunciato pubblicamente solo il 14 gennaio. Delle 816 aree, denominate “Aree di Importanza per Squali e Raggi” (ISRA), quasi tutte sostengono attività cruciali, come la riproduzione, per almeno una specie di squalo o raggio minacciata. Queste aree richiedono un’attenzione urgente, poiché gli squali e i raggi non stanno attraversando un buon momento a livello globale.
Un Cambiamento di Narrazione nella Conservazione
Fino a poco tempo fa, squali e raggi non erano una priorità nella conservazione, ma la situazione sta cambiando, secondo Rima Jabado, presidente del Gruppo Specializzato sugli Squali della IUCN, che ha redatto il rapporto per orientare le decisioni politiche. “Vogliamo cambiare il racconto, ma per farlo, abbiamo bisogno dei dati, che rappresentano il nucleo di questo progetto,” ha dichiarato Jabado. I ricercatori dell’ONG greca iSea hanno recentemente misurato un raggio farfalla spinoso (Gymnura altavela), una specie in pericolo, nel Golfo di Amvrakikos, un’area designata come ISRA.
Il progetto ISRA è complementare ad iniziative simili dell’IUCN e di altre istituzioni, che mirano a designare aree “importanti” per mammiferi marini e tartarughe. La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), un trattato delle Nazioni Unite, ha anche una mappa delle Aree Marine Ecologicamente o Biologicamente Significative. Jabado osserva che questi sforzi potrebbero un giorno integrarsi, creando una mappa globale con tutte le aree sovrapposte, facilitando così al governo la pianificazione della conservazione della biodiversità.
Le ricerche evidenziano un brusco declino nell’abbondanza globale di squali e raggi oceanici, stimando una riduzione di oltre il 70% dal 1970. Un esempio significativo è lo squalo mako a pinna corta (Isurus oxyrinchus), la cui popolazione nel Nord Atlantico impiegherebbe decenni a recuperare anche in assenza di mortalità da pesca.
Il progetto ISRA, avviato nel 2021, ha recentemente fornito dati sull’Atlantico centro-meridionale. La pubblicazione più completa fino ad oggi copre nove delle tredici regioni oceaniche; risultati sulle restanti quattro aree saranno resi disponibili entro la fine dell’anno. L’iniziativa è stata lanciata in vista di un’importante riunione delle parti della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie (CMS) che si terrà in Brasile a marzo, dove saranno discusse le decisioni di gestione basate sulle aree per le specie marine.
Jabado ha scelto le ISRA in base ai modelli di riproduzione, alimentazione e migrazione di squali e raggi. Queste 816 aree servono le esigenze di 327 specie di squali e raggi, con un focus su tutte le 42 specie protette dalla CMS o da un accordo correlato. Si tratta, ad esempio, di tutte le cinque specie di pesci sega (famiglia Pristidae), attualmente in pericolo critico. Una di queste è il pesce sega verde (Pristis zijsron), per il quale il rapporto designa tre ISRA nel Mar Rosso, al largo del Sudan.
Le ISRA variano notevolmente in dimensioni e forma. Le Maldive, un paese insulare nell’Oceano Indiano, ospitano 27 piccole ISRA, mentre un’area nel sud delle Hawaii, dedicata agli squali thresher a occhi grandi (Alopias superciliosus), è grande quanto la Colombia.
La raccolta di dati alla base dell’iniziativa ISRA è afflitta da pregiudizi di ricerca. Specie carismatiche come le razze manta e i pesci pagliaccio (genere Mobula) sono oggetto di ricerca ben più intensa rispetto a specie più piccole e meno visibili. L’atlas online include anche “aree di interesse,” selezionate dal team di Jabado come importanti per future ricerche su squali e raggi.
Le ISRA, di per sé, non offrono protezioni, ma fungono da strumento politico per incoraggiare i gestori a stabilire misure di conservazione. Attualmente, solo una piccola frazione di ISRA sovrappone a aree marine strettamente protette. Ad esempio, nel Western Indian Ocean, solo l’1,2% delle ISRA coincide con aree marine di protezione totale.
L’auspicio è che attori nazionali, regionali e internazionali utilizzino le ISRA per prendere decisioni di gestione efficaci. I governi potrebbero implementare misure di protezione nelle loro zone economiche esclusive e attraverso la CMS e la CBD, la quale ha fissato l’obiettivo di proteggere il 30% delle terre e dei mari entro il 2030.
Per ulteriori informazioni, puoi consultare le fonti ufficiali della IUCN e della Convenzione sulla Diversità Biologica.
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