Comunicazioni tra Lula e Macron al vertice CITES
Nel 2026, l’ufficio del Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva aveva inizialmente negato qualsiasi telefonata con il suo omologo francese, Emmanuel Macron, riguardo all’alleggerimento delle restrizioni commerciali per il Brasile, in particolare per il pregiato legno di brasile. Questa smentita è stata fornita a Mongabay durante un’inchiesta pubblicata a febbraio, incentrata sugli sforzi del Brasile per ottenere le massime protezioni commerciali per il legno di brasile (Paubrasilia echinata), il quale ha subito un notevole indebolimento durante un recente vertice CITES.
Successivamente, una richiesta di Freedom of Information Act (FOIA) presentata da Mongabay ha portato alla conferma da parte dell’ufficio di Lula che il presidente aveva effettivamente avuto contatti con Macron poco prima di un voto cruciale sulla proposta al vertice CITES, tenutosi cinque mesi fa a Samarcanda, Uzbekistan. Le comunicazioni tra i due leader riguardavano le negoziazioni in corso nel contesto delle delibere CITES.
Il mercato del legno di brasile e la sua minaccia
Il legno di brasile è molto ricercato, soprattutto nell’industria musicale per la realizzazione di archi di violino, il cui valore può raggiungere anche i 7.000 euro (8.200 dollari). Questo tipo di legno è endemico del Brasile ed è simbolo nazionale, ma il suo numero è diminuito dell’84% nelle ultime tre generazioni, portando a una classificazione di “in pericolo critico” da parte del Centro Nazionale per la Conservazione della Flora del Brasile. Attualmente rimangono solo 10.000 alberi adulti in natura, secondo la IBAMA, l’agenzia ambientale brasiliana.
In vista del vertice CITES, tenutosi dal 24 novembre al 5 dicembre 2025, il Brasile aveva presentato una proposta per includere il legno di brasile nell’Appendice I della CITES, che avrebbe vietato completamente il commercio internazionale. Tuttavia, le pressioni esercitate dal settore musicale francese e dall’International Pernambuco Conservatory Initiative (IPCI) hanno portato a una riduzione delle protezioni proposte. L’industria musicale francese ha fatto pressione su Macron per contrastare l’inclusione del legno di brasile nell’Appendice I, sostenendo che gli alberi coltivati in piantagione avrebbero alleviato le pressioni ambientali.
Dal 2007, il legno di brasile è presente nell’Appendice II della CITES, che consente il commercio commerciale internazionale regolato previa autorizzazione. Tuttavia, ciò non ha impedito il commercio illegale o insostenibile. Negli ultimi anni, indagini effettuate dalla IBAMA e dalla Polizia Federale brasiliana hanno rivelato che gruppi criminali utilizzavano documenti falsi per riciclare legname prelevato da aree protette.
Il nuovo rilevamento delle comunicazioni tra Lula e Macron è avvenuto il 29 novembre 2025. Cinque giorni dopo, il Brasile ha accettato una versione ridotta della sua proposta iniziale. Mongabay ha presentato una richiesta di accesso alle informazioni al governo francese, che non ha risposto e ha una contestazione in corso. I rappresentanti di Macron si sono rifiutati di commentare la situazione, anche dopo essere stati informati delle nuovi dettagli emersi dalle comunicazioni brasiliane.
La relazione personale tra Lula e Macron è stata cordialmente costante nel corso degli anni. In un articolo precedente, Mongabay ha riportato le accuse secondo cui Macron avrebbe contattato Lula per persuaderlo a non cercare forti protezioni commerciali per il legno di brasile durante il vertice CITES. Secondo le notizie francesi, Macron avrebbe effettivamente telefonato a Lula il 29 novembre 2025 per cercare di influenzarlo sulla questione.
Le negoziazioni durante la conferenza di Samarcanda hanno preso una piega inaspettata dopo quella conversazione. La proposta del Brasile per l’Appendice I aveva ricevuto supporto da parte di Argentina, Russia, India e Cina, ma si era scontrata con l’opposizione di Australia, Unione Europea e Canada. Questi paesi sostenevano che tale mossa avrebbe complicato i viaggi dei musicisti all’estero con archi realizzati in legno di brasile, richiedendo permessi ogni volta. Ciò ha portato alla decisione di creare un gruppo di lavoro per affrontare le differenze.
Invece di insistere per un voto sulle restrizioni dell’Appendice I il 26 novembre, il Brasile ha accettato di formare un gruppo di lavoro, il quale in definitiva ha tenuto il legno di brasile nell’Appendice II, ma con regole più severe. La lobby dell’industria musicale francese aveva fatto pressione su Macron riguardo al legno di brasile sin dal 2022, quando il Brasile ha presentato la richiesta iniziale per l’inclusione nell’Appendice I.
Il IPCI ha espresso apprezzamento per il “sostegno e il coinvolgimento decisivo” di Macron nella questione, senza però fornire ulteriori dettagli. Nel frattempo, l’ONG francese Robin des Bois ha dichiarato che la situazione rappresenta uno “scandalo”, sottolineando la necessità di proteggere le specie endemiche.
Dopo le manovre diplomatiche, il Brasile ha accettato di mantenere il legno di brasile nell’Appendice II, con un’importante modifica: a partire dal 5 marzo, nessuno dei paesi firmatari della CITES potrà esportare i prodotti o campioni raccolti in natura per scopi commerciali. I musicisti, tuttavia, potranno attraversare i confini portando archi realizzati con questo legno.
Felipe Bernardino Guimarães, un analista ambientale della IBAMA, ha avvertito che l’attuazione delle nuove regole sarà una grande sfida, poiché sono le dogane a decidere se un musicista stia viaggiando con l’arco per suonare o per venderlo. Solo il 5% del legno degli alberi abbattuti viene utilizzato per la produzione di archi, mentre il resto finisce come scarto.
Fonti ufficiali: IBAMA, CITES.
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