“Il dialogo è sempre più forte delle intimidazioni e delle minacce di chi si esprime nell’ombra, senza metterci la faccia”. Con queste parole l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice è intervenuto durante la prima giornata della seconda edizione di “Storie, umanità e dialoghi (Sud)”, iniziativa promossa dall’Università di Palermo.
L’incontro si è svolto al cinema De Seta e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Cei Matteo Zuppi, del sindaco di Palermo Roberto Lagalla e del rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri.
“Servono solidarietà e sinergie”
Nel suo intervento, monsignor Lorefice ha sottolineato l’importanza del confronto aperto e della collaborazione per affrontare le difficoltà sociali del territorio.
“Ogni via deve essere percorsa – ha affermato – perché sulla franchezza della parola e sul dialogo si possono realmente costruire percorsi in grado di aiutare questa città e questa nostra regione”.
L’arcivescovo ha poi ribadito come Palermo abbia bisogno di “solidarietà”, di “mettere insieme le energie” e di creare “sinergie”, rifiutando ogni forma di sopraffazione.
Il rapporto tra adulti e giovani
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il dialogo tra generazioni. Secondo Lorefice, il problema non è una distanza linguistica o culturale tra adulti e giovani, ma la capacità degli adulti di ascoltare davvero.
“Tra adulti e giovani non si parlano lingue diverse – ha spiegato –. Noi adulti dobbiamo avere la capacità di stare con i giovani che vogliono adulti seri”.
L’arcivescovo ha evidenziato come molti ragazzi mostrino oggi forte sensibilità sociale e partecipazione civile, citando anche le mobilitazioni legate a Gaza e il desiderio diffuso di costruire relazioni positive per la città.
L’esperienza degli “Orti urbani migrare”
Durante l’incontro è stata richiamata anche l’esperienza appena avviata degli “Orti urbani migrare”, progetto nato dalla collaborazione tra Università di Palermo, Caritas Diocesana e Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del Lavoro, con il supporto di Irritec e Coldiretti.
L’iniziativa coinvolge comunità di cittadini originari del Congo, Costa d’Avorio, Senegal, Capo Verde e Sri Lanka.
“Si coltiva la terra – ha detto Lorefice – ma si coltivano rapporti, si coltivano semi di speranza e di dialogo, si cresce insieme”. L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, Chiesa e mondo universitario sui temi dell’inclusione, della partecipazione e del dialogo sociale.
Un messaggio che, nelle parole dell’arcivescovo di Palermo, passa soprattutto attraverso la necessità di costruire relazioni autentiche e spazi condivisi di ascolto.