Lo studio rivela: le balene pilota non sentono i richiami a causa del rumore navale.

Il Rumore Navale nel Mediterraneo: Un Problema per le Foche Pilota

Il rumore causato dal traffico navale sta soffocando le comunicazioni delle foche pilota a lungo fin, e potenzialmente di altre specie marine, nello Stretto di Gibilterra. Questo stretto, che separa il Mar Mediterraneo dall’Oceano Atlantico, è una zona critica per la vita marina e la biodiversità.

Uno studio recente ha analizzato come le foche pilota (Globicephala melas), che appartengono alla famiglia dei delfini, comunichino a distanza. I ricercatori hanno scoperto che questi mammiferi sono in grado d’aumentare il volume delle loro chiamate a corto raggio, ma che le comunicazioni a lunga distanza risultano essere più problematiche. Questo è un aspetto preoccupante, poiché circa 60.000 navi attraversano annualmente lo Stretto di Gibilterra.


Le Implicazioni della Poluzione Acustica

Secondo i ricercatori, se le foche pilota non riescono a comunicare efficacemente tra loro, potrebbero essere costrette a mantenere una distanza ravvicinata o, in alternativa, rischiare di perdere il contatto con il proprio gruppo. Renaud de Stephanis, co-autore dello studio e direttore dell’organizzazione CIRCE (Conservazione, Informazione e Studio sui Cetacei), ha spiegato che questa situazione può mettere a rischio la coesione sociale del gruppo.

Per analizzare la comunicazione delle foche pilota, i ricercatori hanno monitorato una piccola popolazione residente di circa 250 esemplari nello stretto. Hanno applicato registratori a ventosa sui dorso di 23 individui e successivamente hanno catalogato oltre 1.400 chiamate in quattro categorie diverse. È emerso che le foche pilota riescono ad adattarsi alla poluzione acustica per due tipi di comunicazione, quelle ad alta frequenza e a impulso corto, alzando semplicemente la voce.


Questo fenomeno è noto come risposta di Lombard, osservato in diversi animali, inclusi gli esseri umani. È il motivo per cui tendiamo a parlare più forte in un ristorante affollato rispetto a quando ci troviamo in un ambiente silenzioso. Tuttavia, per altre due categorie di chiamate, i mammiferi non riescono ad attivare questa risposta. Le chiamate a bassa frequenza e quelle a due componenti, in cui gli animali emettono due suoni diversi contemporaneamente, vengono già prodotte al massimo volume possibile.

Frants Jensen, co-autore dello studio, ha sottolineato che sia le chiamate a bassa frequenza che quelle a due componenti mostrano una risposta di Lombard molto limitata. Questo è un aspetto rilevante, poiché è probabile che queste chiamate servano a garantire la coesione del gruppo e a ritrovarsi dopo eventuali separazioni.


Implicazioni per la Conservazione

Le scoperte dello studio sollevano anche gravi preoccupazioni per altre specie marine nella regione, come le orche (Orcinus orca). De Stephanis ha esplicitato che se questo fenomeno è già dimostrabile nelle foche pilota, è probabile che gli effetti della poluzione acustica si estendano anche ad altre specie di cetacei. Le indagini su questo argomento sono complesse e difficili da realizzare, quindi non è ancora possibile affermare con certezza contribuiscono al rischio per altre specie.

Non solo il rumore influisce sulle comunicazioni degli animali più piccoli come le foche pilota e le orche, ma le specie più grandi possono anche subire danni a causa degli impatti delle navi. La protezione di queste specie e dei loro habitat è fondamentale per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema marino.

La ricerca non solo contribuisce a comprendere le dinamiche di comunicazione delle foche pilota, ma mette in luce la necessità di un’azione concertata per ridurre la poluzione acustica nel Mediterraneo. I dati raccolti offrono spunti vitali per strategie di conservazione e gestione degli habitat marini. È cruciale che i decisori politici e gli organismi di conservazione considerino attentamente queste informazioni mentre pianificano il futuro della navigazione e della protezione della fauna marina.

Fonti: ResearchGate, CIRCE.

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Luigi Salemi: