Lipari senz’acqua, l’emergenza non si ferma: appello alle istituzioni
Isola di Lipari - fonte pexels - Sicilianews24.it
Alla base dell’emergenza vi sarebbero le prestazioni insufficienti del dissalatore dell’isola. Dall’1 gennaio 2026 a oggi, i quantitativi di acqua prodotti e distribuiti risultano inferiori di circa 70 mila metri cubi rispetto agli anni precedenti, determinando un deficit che le attuali forniture non riescono a compensare.
Per tentare di arginare la crisi, il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, ha chiesto con urgenza al Dipartimento regionale dell’Acqua l’invio straordinario di navi cisterna in grado di garantire un approvvigionamento supplementare. Tuttavia, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, le risposte finora ottenute non sarebbero sufficienti a colmare il grave fabbisogno dell’isola.
Di fronte a una situazione che continua a peggiorare, la protesta si sta spostando anche sul piano istituzionale e giuridico. A nome della comunità liparese, il commercialista ed ex amministratore locale Giuseppe Subba ha formalizzato una richiesta di intervento urgente indirizzata alle massime autorità nazionali e regionali.
Nella sua iniziativa richiama la Legge Costituzionale n. 2 del 7 novembre 2022, che ha introdotto il principio di insularità nella Costituzione italiana, prevedendo interventi finalizzati a rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione geografica delle isole.
L’obiettivo è ottenere misure immediate che consentano di garantire ai cittadini di Lipari un servizio essenziale come l’acqua potabile, evitando che una crisi ormai cronica continui a compromettere diritti fondamentali e prospettive di sviluppo per l’intero territorio.
