L’innalzamento del mare devasta il Bangladesh costiero con acque salate.

Acqua salata e salute in Bangladesh: una crisi silenziosa

Le proiezioni indicano che il Bangladesh è a rischio di un significativo innalzamento del livello del mare, che porterà a gravi intrusioni di acqua salata nelle preziose risorse idriche dolci. Le conseguenze per la salute umana, le inondazioni e l’erosione costiera saranno devastanti. Sebbene il Bangladesh abbia contribuito poco alla crisi climatica, il governo ha sviluppato un piano per affrontare la situazione, noto come Delta Plan 2100. Tuttavia, l’attuazione di tali misure non sta avvenendo nel modo necessario per evitare i peggiori impatti.

Secondo l’autore, non mancano né conoscenze né tecnologie; è assente la volontà istituzionale di affrontare questa emergenza come meriterebbe. Ogni mattina, prima che il sole sorga sopra le maree di Satkhira, nel sud-ovest del Bangladesh, le donne iniziano a camminare. Percorrono due, a volte cinque chilometri, con recipienti vuoti da riempire con acqua potabile, per poi tornare a casa. Alcuni giorni, ripetono questa operazione. Un’indagine del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) ha rivelato che queste donne possono spendere fino a sei ore al giorno per questo compito, un tempo che non possono dedicare a guadagnare, studiare o prendersi cura dei propri figli.


Il dramma dell’intrusione salina

Circa 20 milioni di persone lungo la costa del Bangladesh non possono bere in sicurezza l’acqua che li circonda. Un’indagine UNDP ha evidenziato che il 73% degli abitanti di cinque sottodistretti costieri di Satkhira consuma acqua salina ogni giorno. Questa crisi non ottiene l’attenzione che meriterebbe, a differenza di altri disastri naturali come le carestie nell’Africa orientale o le inondazioni in Pakistan. È un problema lento e strutturale, motivo per cui è stato trascurato per così tanto tempo.

L’intrusione dell’acqua salata nella terraferma costiera del Bangladesh non è solo una conseguenza del livello del mare in aumento. Studi indicano che nei prossimi anni il livello del mare potrebbe alzarsi di circa 32 centimetri, aggravando il problema della salinità, delle inondazioni e dell’erosione nelle aree costiere vulnerabili. Questa crisi, però, è stata accelerata anche da scelte sbagliate, non solo dal clima. Nel 1975, l’India ha commissionato la costruzione della diga Farakka sul Gange, le cui conseguenze hanno colpito gravemente l’area a valle. Analisi mostrano un calo significativo nei flussi d’acqua dolce attraverso il fiume Gorai, portando a un aumento dei livelli di salinità in tutto il sud-ovest del Bangladesh.


Con l’attuale crisi, quattro dei dieci principali fiumi del paese ora trasportano flussi inferiori al minimo necessario per sostenere gli ecosistemi locali. Senza sufficiente acqua dolce per contenerli, le maree saline avanzano indisturbate. La coltivazione di gamberi, definita “oro blu” dagli anni ’80, ha trasformato l’economia costiera ma ha anche avvelenato la terra. I coltivatori hanno inondato risaie con acqua salina, rompendone a volte gli argini. Oggi, l’81% delle terre costiere disponibili è dedicato alla coltivazione di gamberi, con un incremento della salinizzazione che ha reso il suolo infertile e contaminato le falde acquifere sottostanti.

Le tempeste, come il ciclone Sidr del 2007 e Aila del 2009, hanno aggravato ulteriormente la situazione. Quando le acque di Aila si sono ritirate, hanno lasciato residui salini che hanno contaminato i bacini idrici e i tubi per mesi, causando difficoltà a molte comunità che ancora stanno cercando di recuperare. La violenza di un singolo evento atmosferico può compromettere decenni di sforzi per il progresso.


Le conseguenze della salinità non si limitano al sapore sgradevole, ma portano a gravi problemi di salute. Uno studio ha dimostrato che il consumo di acqua leggermente salina aumenta del 17% il rischio di ipertensione, mentre chi beve acqua moderatamente salina corre un rischio del 42% maggiore. Nella regione di Dacope, sono stati trovati collegamenti significativi tra l’assunzione di sodio attraverso l’acqua potabile e problemi di salute nelle donne in gravidanza. In alcune aree del sud-ovest del Bangladesh, oltre la metà delle donne ha segnalato infezioni ginecologiche legate all’esposizione prolungata all’acqua salina.

Nonostante la drammaticità della situazione, il Bangladesh ha sviluppato misure di risposta. Il Delta Plan 2100 del governo affronta esplicitamente la gestione delle zone costiere, il dragaggio dei fiumi e l’espansione dei flussi d’acqua dolce. Tecniche come la gestione dei fiumi tidali e il recupero degli acquiferi hanno mostrato risultati positivi quando messi in pratica.

Queste soluzioni non sono sperimentali, ma ciò che manca è una attuazione coordinata tra i vari ministeri responsabili. La salinità del suolo nel Bangladesh costiero è aumentata del 26,7% tra il 1973 e il 2009 e la superficie colpita continua ad espandersi. La questione non è se il Bangladesh abbia soluzioni a questa crisi, ma se chi ha il potere di agire tratterà la sofferenza di 20 milioni di persone come un problema urgente.

Le acque fluviali si stanno esaurendo, il mare avanza e ogni mattina le donne continuano a camminare.

Fonte: UNDP, studi pubblicati in Elementa, Ocean & Coastal Management, e Environmental Health Perspectives.

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Luigi Salemi: