Il 14° incontro dell’SPRFMO a Panama
Dal 2 al 6 marzo si è svolto a Città di Panama il 14° incontro dell’Organizzazione regionale per la gestione della pesca del Pacifico meridionale (SPRFMO). Questa organizzazione intergovernativa si occupa di regolamentare le attività di pesca nelle acque internazionali del Pacifico meridionale, un’area vasta circa 59 milioni di chilometri quadrati. Tra le decisioni chiave adottate, spicca l’indirizzo verso una gestione più severa della pesca del calamaro gigante, a causa dell’aumento delle attività di pesca e dei segnali di sovrasfruttamento. Sono state adottate anche misure per combattere la pesca illegale ed evitare abusi del lavoro nella flotta di calamari.
Durante l’incontro, i rappresentanti dei membri hanno anche fatto progressi nel finalizzare una nuova procedura di gestione per lo sgombro jack. Tuttavia, le negoziazioni riguardo alla regolamentazione della pesca a strascico, un tema controverso in recenti incontri SPRFMO, restano ferme.
Restrizioni e monitoraggio nella pesca del calamaro gigante
Un limite sulla quantità di imbarcazioni dedicate alla pesca del calamaro gigante nel Pacifico meridionale e l’introduzione di sistemi di monitoraggio elettronico a bordo sono stati tra i principali risultati del 14° incontro dell’SPRFMO, che si è concluso il 6 marzo. Questi sviluppi rappresentano un passo verso una regolamentazione più rigorosa delle attività di pesca nella vasta area marina gestita dall’organizzazione.
Dave Gershman, dirigente senior nel campo della pesca internazionale per il think tank The Pew Charitable Trusts, ha dichiarato a Mongabay: “È parte della più grande pesca di calamari al mondo, quindi è molto positivo che ci sia attenzione su questo tema. Ma questo è solo l’inizio di ciò di cui abbiamo bisogno per implementare una gestione basata sulla scienza.”
La riunione annuale dell’SPRFMO ha visto la partecipazione di 17 membri, tra cui 16 paesi e l’Unione Europea, ed è stata istituita nel 2012 per garantire la conservazione a lungo termine e una migliore regolamentazione delle attività di pesca, escluse quelle legate al tonno.
Le decisioni più attese riguardavano il rafforzamento delle regole sulla pesca del calamaro gigante (Dosidicus gigas), attraverso il controllo delle attività di pesca e l’attenzione sui segnali di declino delle scorte. L’organizzazione ha espresso preoccupazione per le segnalazioni di abusi del lavoro nel settore della pesca dei calamari, decidendo di rafforzare le regole di monitoraggio sia a bordo che nei porti.
Non sono stati compiuti progressi significativi verso la finalizzazione di una nuova procedura di gestione per lo sgombro jack (Trachurus murphyi), mentre le negoziazioni riguardo alla pesca a strascico restano in stallo.
Il problema della pesca illegale e della mancanza di trasparenza
Numerosi rapporti e indagini giornalistiche, l’ultimo dei quali pubblicato a febbraio dalla ong britannica Environmental Justice Foundation, hanno rivelato violazioni a bordo della flotta di calamari cinese, tra cui violenze, salari trattenuti e altri abusi lavorativi. La commissione non ha approvato una proposta degli Stati Uniti e della Nuova Zelanda per migliorare le condizioni di lavoro e ridurre le violazioni dei diritti dei lavoratori a bordo delle imbarcazioni, ma ha adottato misure per monitorare la pesca del calamaro al fine di ridurre le violazioni.
Dal 1° settembre 2027 sarà obbligatorio monitorare il 5% dei giorni di pesca, che aumenteranno al 10% entro il 2029. Questo monitoraggio sarà svolto da osservatori umani e sistemi di monitoraggio elettronico.
Al fine di implementare queste misure, la commissione ha deciso di adottare standard di monitoraggio elettronico per i pescherecci, iniziando dalla pesca del calamaro gigante. Questo sistema prevede l’installazione di telecamere e sistemi informatici a bordo per migliorare la trasparenza e prevenire abusi.
L’Unione Europea ha proposto di allineare le regole dell’SPRFMO all’Accordo internazionale sulle misure di stato portuale, rafforzando così la comunicazione tra i paesi per prevenire la pesca illegale. Prima dell’incontro, la ong Global Fishing Watch aveva chiesto di rendere pubbliche le informazioni sulla proprietà delle imbarcazioni, sottolineando che la SPRFMO gestisce quasi un quarto delle acque internazionali.
Il futuro della pesca e la gestione sostenibile
Nonostante l’attesa che la commissione adottasse una strategia di raccolta per lo sgombro jack, questa decisione è stata rinviata. Il principale obiettivo era mantenere la specie nella “Zona Verde di Kobe”, dove non è soggetta a pesca eccessiva.
La regolamentazione della pesca a strascico ha sollevato dibattiti accesi, soprattutto nel mare di Tasmania, dove tale metodo di pesca viene praticato solo dalle imbarcazioni neozelandesi. Greenpeace Aotearoa ha presentato uno studio sui fondali marini, dimostrando l’esistenza di ecosistemi marini vulnerabili che richiedono protezioni specifiche.
Le proposte presentate non hanno soddisfatto pienamente nessuna delle parti presenti. L’atteggiamento di blocco rispetto ad alcune proposte ha messo in evidenza la necessità di continuare il dialogo tra i membri dell’SPRFMO per migliorare la gestione delle risorse marine.
Fonti ufficiali:
- SPRFMO: sito ufficiale
- Pew Charitable Trusts: sito ufficiale
- Environmental Justice Foundation: sito ufficiale
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it