Legge per agricoltori boliviani: esperti avvertono aumento dell’accaparramento dei terreni.

La nuova legge sulla riforma fondiaria in Bolivia: opportunità e rischi per i piccoli agricoltori

Nel mese di aprile, il governo boliviano ha approvato una nuova legge sulla riforma fondiaria che permette ai piccoli agricoltori di ristrutturare le proprie terre in modo da utilizzarle come garanzia per prestiti bancari. Tuttavia, questa legge solleva preoccupazioni significative per la sicurezza dei possedimenti dei contadini e per l’ecosistema, poiché potrebbe facilitare la vendita delle terre a grandi aziende agricole.

Implicazioni della riforma fondiaria

Secondo diversi esperti, la nuova normativa elimina alcune protezioni contro la confisca delle terre, esponendo quindi i piccoli proprietari a potenziali sfratti da parte di grandi corporazioni. Queste aziende, già attive in settori come la soia e l’allevamento, potrebbero approfittare della situazione per ampliare la propria superficie agricola, aggravando il problema della deforestazione che colpisce fortemente aree delicate come il dipartimento di Santa Cruz e Beni.

Proteste e Mobilitazioni

La crescente preoccupazione ha portato diverse comunità indigene a scendere in piazza in una marcia da Pando fino a La Paz, la capitale. Queste comunità stanno facendo pressioni sul governo affinché revocasse la legge, ritenendola incostituzionale in quanto approvata senza il consenso libero, previo e informato (FPIC) delle popolazioni indigene, un principio fondamentale secondo le norme internazionali.

Ristrutturazione delle Proprietà Territoriali

La legge consente una classificazione più flessibile delle proprietà terriere. Le terre piccole, tradizionalmente considerate come patrimonio di sussistenza per i proprietari, possono ora essere facilmente rivalutate come “medie”, permettendo così ai proprietari di affittare, vendere o ipotecare le loro terre. Tuttavia, il rischio è che i piccoli agricoltori possano perdere la protezione dei loro beni, facilitando l’accesso alle terre da parte di grandi investitori agricoli.

Molti critici sostengono che questa legge possa portare a un’accelerazione della deforestazione. Nel 2022, la Bolivia ha registrato il secondo più alto tasso di perdita della foresta tropicale primitiva a livello mondiale, con una perdita di circa 620.630 ettari.

La Reazione della Società Civile

Un gruppo di 11 associazioni ambientaliste e di sviluppo territoriale ha denunciato la legge, affermando che essa minaccia i diritti territoriali delle comunità indigene e indebolisce le istituzioni agrarie. “Bolivia ha bisogno di politiche che rafforzino lo sviluppo rurale con equità, non di leggi che riducano i diritti”, hanno affermato in una dichiarazione dopo l’approvazione della legge.

Le critiche non riguardano solo gli agricoltori; anche i rappresentanti politici hanno cominciato a sollevare obiezioni legali. Alcuni membri dell’Assemblea Legislativa hanno avviato azioni legali per contestare la legittimità della legge, invocando la mancanza di consultazione con le comunità indigene.

Un Futuro Incerto per i Piccoli Agricoltori

Molti piccoli proprietari vivono su terreni che non sono produttivi e potrebbero non avere l’intenzione o la necessità di convertirli in una classificazione media. Inoltre, si teme che i benefici siano perlopiù riservati ai proprietari di terreni più grandi, i quali potrebbero riqualificare le loro terre “piccole” come “medie” per eludere controlli statali e tasse.

Questa legge non solo potrebbe favorire i grandi proprietari terrieri, ma contribuirebbe anche ad una maggiore frenesia nel mercato delle terre, con il rischio che il fenomeno dell’accaparramento di terre aumenti. Le conseguenze ambientali di tali sviluppi potrebbero essere devastanti, portando a maggiore deforestazione e perdita di biodiversità.

La Lotta per la Revoca della Legge

Nelle ultime settimane, la coalizione di gruppi indigeni e contadini ha chiesto una revoca immediata della legge. Faifer Cuajera, un leader contadino di Pando, ha dichiarato: “Non stiamo chiedendo favori. Devono fare il loro lavoro e revocare questa legge. Non ci arrenderemo nella nostra lotta.”

Un altro gruppo, la Confederazione dei Popoli Indigeni dell’Est della Bolivia (CIDOB), ha proposto emendamenti che possano bilanciare la protezione dei territori indigeni con i diritti degli agricoltori.

Riflessioni Finali

Sebbene ci siano stati tentativi per modificare o addirittura annullare la legge, quest’ultima continua a essere in vigore. Mentre le comunità indigene e i piccoli agricoltori continuano a fare pressioni sul governo, l’equilibrio tra sviluppo economico e protezione ambientale rimane un tema caldo nel dibattito politico boliviano.

Fonti:

  1. Mongabay
  2. CIDOB
  3. Agricoltura e Sviluppo Rurale della Bolivia.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: