Il Caffè nell’Industria Honduregna
Il caffè rappresenta una delle esportazioni più importanti dell’Honduras, con la metà della produzione diretta verso l’Unione Europea. A partire dal 2027, entreranno in vigore regole più severe relative alla catena di approvvigionamento, finalizzate a combattere la deforestazione. Tuttavia, le istituzioni fragili del paese, un settore del caffè frammentato e piattaforme di tracciabilità concorrenti rischiano di ostacolare l’industria nell’adeguarsi a queste nuove normative.
Alcuni esportatori vedono nella normativa dell’UE un’opportunità per rafforzare e riorganizzare la propria catena di approvvigionamento, mentre i piccoli agricoltori sperano di poter commercializzare la qualità del loro caffè per ottenere prezzi più vantaggiosi. Però, ci sono critiche riguardo ai costi aggiuntivi che dovranno sostenere i produttori, i quali non sempre garantiscono un prezzo premium, spingendoli così a considerare mercati con requisiti meno onerosi.
Le Sfide per i Produttori di Caffè
Reinerio Zepeda, 88 anni, da quasi un secolo vive grazie al caffè arabica coltivato nel suo ranch vicino a Minas de Oro. “Amo la pace qui, gli alberi e gli uccelli,” racconta Zepeda, preoccupato per il futuro della sua attività. Nel 2027, solo gli agricoltori la cui terra non è stata disboscata dopo il 31 dicembre 2020 potranno esportare i loro prodotti nell’UE.
Questa nuova normativa impone che Zepeda e i suoi compagni di lavoro dovranno dimostrare la tracciabilità della loro produzione. L’industria del caffè in Honduras genera oltre un milione di posti di lavoro e rappresenta circa il 5% del PIL nazionale. Nonostante ciò, oltre la metà delle esportazioni di caffè dell’Honduras finiscono nell’UE, e il settore è caratterizzato da una grande varietà di produttori e intermediari.
Il problema della deforestazione è considerato marginale nel settore del caffè honduregno, poiché la varietà arabica viene tradizionalmente raccolta in zone montuose e all’ombra. Tuttavia, dimostrare l’assenza di deforestazione e il rispetto dei diritti lavorativi è complicato, e gli agricoltori honduregni devono affrontare notevoli difficoltà in quest’ambito.
Durante il Cafexpo, un’importante fiera annuale del caffè a San Pedro Sula, si è discusso dell’EUDR, ma non si è trovato consenso su quante aziende agricole honduregne avessero già implementato un sistema di tracciabilità. La mancanza di dati coordinati ha ostacolato l’implementazione di queste norme. La catena di approvvigionamento del caffè è composta da circa 120.000 produttori, registrati in gran parte presso l’Istituto Honduregno del Caffè (IHCAFE), oltre a più di 500 intermediari.
Francisco Ordoñez, vice segretario di Stato per la produzione di caffè al Ministero dell’Agricoltura, evidenzia che, sebbene i vari attori stiano lavorando, è necessario unire gli sforzi. La normativa dell’UE ha iniziato ad incontrare resistenze, con alcuni produttori che temevano che le nuove regole non fosse di loro competenza. Tuttavia, molti vedono l’EUDR come un’opportunità per creare una catena di approvvigionamento più solida e sostenibile.
Problemi come la proprietà della terra e il lavoro familiare rimangono condizioni informali; spesso i contadini non possiedono un titolo di proprietà e l’uso di lavoro minorile è diffuso. Durante la stagione della raccolta, che coincide con le vacanze scolastiche, i bambini spesso aiutano i genitori, il che complica ulteriormente la situazione.
Con un governo che non ha affrontato questi problemi negli ultimi anni, il settore privato è intervenuto, temendo di perdere uno dei mercati più lucrativi. Alcuni esportatori hanno sviluppato software e piattaforme proprie per il monitoraggio della tracciabilità. Ogni esportatore ha un proprio sistema di tracciabilità, creando confusione e incertezze.
Becamo, ad esempio, lavora con una piattaforma sviluppata dal suo principale cliente in Germania. Entrambi i sistemi sono già stati testati per garantire il rispetto della normativa EUDR. I costi di implementazione e la mancanza di conoscenze tecniche rappresentano sfide enormi, poiché solo la metà delle aziende agricole è georeferenziata.
I clienti temono che l’Honduras non riesca a fornire abbastanza caffè, e il presidente di ADECAFEH prevede una divisione del mercato: alcuni esportatori si conformeranno, ma molti potrebbero scegliere di vendere in mercati meno regolamentati. Un’altro problema è che l’EUDR impone costi di conformità nel paese d’origine senza garantire un prezzo di vendita più elevato.
Secondo fonti ufficiali, è fondamentale una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale e l’implementazione di misure come supporto ai servizi di assistenza durante la stagione della raccolta. Solidaridad ha già avviato programmi per formare gratuitamente agricoltori attraverso collaborazioni con IHCAFE, ma questo copre solo una piccola parte del settore.
Nonostante le sfide, l’anticipazione di un’adeguata preparazione all’entrata in vigore della normativa del 2027 è fondamentale per assicurare un futuro sostenibile al settore del caffè in Honduras. È essenziale garantire che i piccoli produttori siano coinvolti attivamente, per migliorare le loro condizioni di vita e sostenere la produzione sostenibile. In caso contrario, ci sarà il rischio di migrazioni massicce verso altri settori o paesi.
Per ulteriori informazioni, consultare le fonti ufficiali dell’UE e dell’Istituto Honduregno del Caffè (IHCAFE).
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